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A Monza gara speciale: il mister portoghese fa 100 panchine in Serie A

Monza-Salernitana non sarà una partita qualsiasi per Paulo Sousa. L’allenatore granata infatti toccherà domenica la tripla cifra, raccogliendo la sua centesima panchina nella massima serie italiana. Un traguardo notevole per il portoghese, tagliato grazie alle esperienze a Firenze prima ed a Salerno poi. Da quando ci sono i tre punti, gli unici allenatori stranieri che vi erano riusciti sono Sinisa Mihajlovic, Ivan Juric, José Mourinho e Rudi Garcia.

È probabile che Sousa metterà in secondo piano questo dato statistico personale, vista l’importanza del match per la sua squadra. La Salernitana ha bisogno di punti e non può attendere ancora per la prima vittoria in campionato. L’importanza del gruppo e la lettura dei momenti emotivi dei propri calciatori sono solamente alcuni dei marchi di fabbrica dell’ex centrocampista di Inter e Juventus. Le sue squadre cercano di proporre gioco, di arrivare al risultato con la costruzione e con la manovra; se lo ricordano bene al “Franchi” dove una sua partenza sprint fece addirittura nascere qualche speranza tricolore al pubblico gigliato. A Salerno, nella passata stagione, targò il miglior rendimento granata, permettendo ai suoi di giocarsi a viso aperto ogni partita, comprese quelle contro le big del nostro campionato. L’ottenimento della salvezza con tre giornate di anticipò fu conquistato a suon di belle prestazioni, organizzazione tattica e consapevolezza dei propri mezzi. Tutti aspetti tenuti in grande considerazione dalla società che ha visto nel portoghese il profilo giusto per valorizzare i giovani e permettere a profili meno conosciuti di esprimersi ad alti livelli ed imporsi in maglia granata.

Il curriculum da calciatore di fama internazionale e l’aver lavorato con alcuni tra i più grandi allenatori degli anni ’90 e 2000 gli hanno assicurato una preparazione tecnica invidiabile che non perde occasione di mostrare ad ogni intervista. Mentre altri colleghi dribblano i microfoni o propongono risposte telegrafiche e preconfezionate, Paulo Sousa entra nella disamina tattica ripercorrendo in maniera dettagliata la lettura del match e dimostrando di aver bisogno di qualcosa in più dei canonici 5 minuti per evadere la domanda in maniera esaustiva. Dicevamo dell’aspetto mentale e di uno dei principali “pilastri” del credo di Sousa: la lucidità. Per fare bene, la squadra deve rimanere concentrata e lucida nei momenti cruciali della partita. Altrimenti non c’è modulo che tenga, ed il portoghese ha dimostrato di saperne variare diversi in questi 99 incontri di Serie A. Che hanno un bilancio complessivo di 38 vittorie, 34 pareggi e 27 sconfitte (media punti di 1,49); a Salerno il dato è 4 vittorie, 12 pareggi e 7 ko con una media punti di 1,31 nella passata stagione e di 0,43 quest’anno, dove si registra la peggior partenza tra le 5 annate granata in Serie A.

Monza fu già nel destino di Sousa un anno fa, con la gara casalinga poi vinta largamente e punto di rilancio per la Salernitana verso un bel finale di stagione. Adesso è di nuovo crocevia delicato per evitare di accumulare ritardo verso le altre concorrenti alla salvezza e celebrare nel migliore dei modi un traguardo importante per mister Paulo Sousa.

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