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Viva Sabatini: DAZN racconta il ds, in sei mesi dal 7% al 100%

“L’oblio mi fa più paura della morte. Per combatterlo ho bisogno di tornare a lavorare”. Era un leone in gabbia Walter Sabatini, aveva voglia di rimetteresi in gioco. Salerno lo ha rimesso al mondo, lo ha fatto persino tornare a dormire la notte. In un documentario, DAZN racconta gli ultimi sei mesi del dirigente, alle prese con la ricostruzione tecnica della Salernitana, dopo l’arrivo della presidenza Iervolino. La nascita del cosìddetto instant team è tutta un romanzo. Nella sua presentazione Walter Sabatini ha precisato di non voler retrocedere. Da lì in poi saranno solo telefonate e chiacchierate di mercato, con la giusta dose di tensione.

Lo scouting

“Ho avviato duecento contatti per duecento obiettivi. Non si punta su un solo giocatore, ma su dieci”. Sabatini ha fretta di concludere operazioni, i dialoghi con i procuratori non sempre sono semplici. Cifre, contratti, tempistiche per chiudere uno dei primi colpi, il portiere Sepe. Ad affiancare Walter Sabatini c’è anche il fido collaboratore Pietro Bergamini, “non puntualizzare c***o, devo portare i giocatori a casa”, lo sfogo del ds. A gennaio la ricerca dell’attaccante è spasmodica, “controllate questo centravanti della Dinamo Kiev”, il riferimento del ds a Supryaga, poi finito alla Samp.

L’importanza dei fedelissimi

Fondamentale è stata la presenza di Walter Sabatini per l’arrivo di Federico Fazio a Salerno. Nel documentario la telefonata tra il ds e il difensore argentino: “Te la senti di giocare domenica a Napoli? Ho bisogno che tu venga e vada subito in campo. Io devo vincere e non posso retrocedere”. A gennaio il dirigente è stato letteralmente ossessionato dagli attaccanti, come dimostra un frame dove rifiuta categoricamente il nome del centrocampista Hector Herrera. Sabatini incontra Perotti, chedendogli le giocate salvezza, parla a telefono con Verdi che si dice onorato per l’interessamento. “Non ti mollo, ti sto addosso come una carogna”, l’avvertimento di Sabatini al giocatore. “Tutti voi siete qui per un motivo. Ma c’è la legge marziale, e la legge marziale sono io. Faccio come c***o mi pare. Sono venuto qui per fare un’impresa, non per fare il bagno a mare”, il discorso alla squadra al primo allenamento. A tavola Sabatini sottolinea il carisma di Fazio, ma lo avverte “non c’è tempo”. Verdi segna una doppietta su punizione all’esordio con lo Spezia, “lo abbiamo preso per tirare le punizioni”, dice Sabatini al presidente Iervolino.

Il lieto fine

La Salernitana rinasce con le vittorie contro la Samp, la Fiorentina, l’Udinese e il Venezia, tirandosi fuori dalla zona calda; “è questo il presupposto in cui speravo. Adesso è davvero 7%”. “Sono come un acrobata sospeso a cento metri di altezza senza la rete. Non guardo sotto perché ho paura. Non vedo l’ora finisca questo stillicidio. Ho un formicolio di paura”. Dopo il pari con il Cagliari, Sabatini rassicura tutti: “ci salveremo con le nostre forze”. La fortuna non ha voltato le spalle alla Salernitana all’ultima giornata. “Il calcio è vita per me, attraverso il calcio mi esprimo. È una forma artistica di espressione”. Dal 7% al 100%, firmato Walter Sabatini.

 

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