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Vicenda Dia, settimana cruciale per pace e reintegro: ipotesi riduzione stipendio e… clausola

Oggi Boulaye Dia rientra al Mary Rosy (come tutti gli altri suoi compagni impegnati in Nazionale) e riprenderà ad allenarsi. Lo farà ancora a parte ma avrà un colloquio certamente con Stefano Colantuono: è partito con Liverani in bilico – col quale aveva in ogni caso chiarito la situazione dopo il rifiuto di entrare in campo a Udine – ed ora torna con un nuovo allenatore.

Nuovo capitolo?

Non dipenderà dal tecnico ex Atalanta il reintegro ma dovrà essere eventualmente una decisione della società. Che sta pensando, qualora andasse in porto l‘accordo transattivo che i legali di Salernitana e del calciatore senegalese stanno cercando, alla possibilità di reinserire in squadra il calciatore per il finale di campionato. Sebbene compromesso, il torneo della squadra granata ha ancora nove partite a disposizione. Potrebbero servire per rimettere in vetrina Dia, facendolo giocare e sperando in qualche golletto che possa contribuire a riportare il suo valore su livelli accettabili, dopo l’innegabile svalutazione di una stagione fatta di capricci, problemi fisici, incomprensioni e insubordinazioni. Colantuono non avrebbe alcun problema a schierare il classe 1996, che “ha ammesso le proprie responsabilità”, come ricordato da Milan. Un buon primo passo per la stretta di mano, si spera definitiva.

Le ipotesi

In questa settimana gli avvocati dell’una e dell’altra parte continueranno gli approcci e cercheranno di accordarsi a metà strada: al club dell’ippocampo potrebbe convenire una decurtazione dell’ingaggio (magari non del 50% come proposto in Collegio Arbitrale, dove comunque il procedimento sta andando avanti ma potrebbe essere cancellato qualora si arrivasse prima a una risoluzione bonaria della questione) che attualmente è pari a 1,9 milioni stagionali più bonus, che evidentemente Dia non maturerà.

La punta potrebbe accettare ma… in cambio di qualcosa. Sia la scorsa estate, sia nel mercato invernale il suo agente chiese delle clausole rescissorie per il suo assistito: nulla di più facile che accada la stessa cosa anche ora, magari giocando ulteriormente al ribasso. Dai 25 milioni di luglio ai 21 di gennaio (per una cessione in Europa, 23 fuori dal continente), stavolta potrebbe essere ancora più bassa ed avvicinarsi così alla cifra che la Salernitana ha speso per il solo costo del cartellino (2 milioni di prestito oneroso prima, poi 12 di riscatto, tralasciando commissioni procuratori, contributo di solidarietà e stipendio biennale del ragazzo). Il 20% da corrispondere al Villarreal scatterebbe esclusivamente se il prezzo di vendita fosse superiore ai 15 milioni, motivo per cui la clausola potrebbe anche essere più bassa.

Minusvalenza vietata

Insomma, da una plusvalenza da fregarsi le mani immaginata da Danilo Iervolino 365 giorni fa, a un’operazione che deve mirare a limitare i danni e quantomeno a non cedere Dia con una minusvalenza. Sarebbe clamoroso e da imprenditore il presidente granata non potrebbe certo consentirlo. Del resto, Maurizio Milan è stato chiaro nel giorno del primo allenamento di Colantuono, parlando in maniera generica: “Non svenderemo”. In tutto ciò, Dia dovrebbe essere reintegrato per giocare – possibilmente bene – e attirare compratori. E se il giocatore venisse riportato in campo dalle prossime partite (attualmente si allena a parte), come è nell’aria in queste ore, e riprendesse pure a segnare con regolarità… quanti rimpianti maturerebbero nell’ambiente? Tanti, troppi. Ma è la stagione che sta andando così.

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