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Vestuti, targa per Kertesz: “Restare umani in un mondo disumano”. Avella: “Stadio ricominci a vivere”

Una targa allo stadio Vestuti per ricordare la figura di Geza Kertesz, allenatore della Salernitana tra il 1929 e il 1931 e nella stagione 1940/41, ucciso nel 1945 dai tedeschi dopo essere stato catturato: aveva salvato tante vite di ebrei perseguitati, travestito da ufficiale delle SS. La cerimonia si è svolta questa mattina con l’impulso dell’associazione Macte Animo 19 19, presieduta da Umberto Adinolfi, in occasione della Giornata Europea dei Giusti dell’Umanità.

Erano presenti i rappresentanti della Salernitana (Gianluca Lambiase e Salvatore Avallone) e dell’amministrazione comunale (il vicesindaco Paki Memoli, il presidente della commissione sport Rino Avella e il consigliere Barbara Figliolia). A distanza è intervenuta anche Sandra Kertesz, nipote di Geza, che ha voluto ringraziare l’associazione Macte Animo 19 19: “Oggi che è il giorno dei giusti ci dobbiamo interrogare sul concetto di giustizia, per proteggere un popolo perseguitato come quello di mio nonno che si era deciso di annientare scientificamente. È ovvio che, a maggior ragione con quello che stiamo vedendo in Europa, ci dobbiamo interrogare su questo concetto e impegnare per il perseguimento della pace e dare aiuto ai profughi che stanno arrivando. La memoria di quegli anni e la conservazione di essa, come quella che state portando avanti voi, è importante. Salerno è tra le città che dà maggior forza e convinzione all’impegno che stiamo prendendo oggi. La vita e la filosofia dello sport che ha portato avanti Geza può essere di monito e di insegnamento per i giovani che frequenteranno lo stadio Vestuti proprio per riuscire a dare il meglio in ogni campo, non solo nello sport. Come diceva mia nonna Rosa, la moglie di Geza, è importante restare umani in un mondo disumano”.

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Per Paki Memoli “è un giorno importante, l’abbiamo voluta dedicare alla memoria dei giusti. La memoria rappresenta qualcosa di fondamentale perché è la cultura, la conoscenza ed alimenta questi ideali. Oggi con la guerra che abbiamo nel mondo, dobbiamo diffondere la cultura della pace e farlo attraverso le nuove generazioni. È importante la non violenza specie sulle donne. Lo sport è pace di integrazioni, siamo tutti figli del mondo, non vanno esclusi gli atleti dalle competizioni, compresi quelli russi”.

Ha detto la sua nell’intervento di rito anche Rino Avella: “È un tassello importante, abbiamo vissuto una bella giornata e per questo ringrazio Umberto Adinolfi e l’associazione Macte Animo. Spero che questo sia l’inizio di tutto ciò che ci siamo ripromessi nelle ultime settimane. Questo stadio deve ricominciare a vivere, essere a disposizione dei giovani e speriamo che come amministrazione noi riusciamo a dare segnali completi. Ci sto lavorando insieme ad altri colleghi e speriamo che questo stadio diventi nuovamente il cuore pulsante della città. La Salernitana vuole tornare ad allenare al Vestuti, ma a me intriga anche arrivare nei quartieri e avvicinare i giovani alla società ora presieduta da Danilo Iervolino. I giovani devono frequentare il “Vestuti”, io ci sto mettendo tutto il mio impegno affinché ciò avvenga, sperando anche che si possa realizzare un museo dello sport salernitano in generale”.

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  1. Pingback: Avallone sul Vestuti: “Sarebbe bello tornare ad allenarsi qui un giorno” – Salernitana News | Il magazine sportivo sulla Salernitana

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