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Ventura teme il Frosinone: “È più forte di noi. Formazione? Qualche problemino, ma non cambio modulo”

Un avversario più forte da battere con la compattezza del gruppo. È questo il Ventura pensiero alla vigilia della sfida col Frosinone di Nesta, formazione segnata da un inizio di campionato deludente ma comunque accreditata per il salto di categoria. Il tecnico ligure dovrà contare sulla stessa formazione che ha vinto a Livorno ma con il piacevole e, provvidenziale, rientro di Kiyine: “Speriamo sia sempre la stessa – Ha dichiarato il tecnico di conferenza – Chiederò ai ragazzi quello che ho sempre chiesto. L’obiettivo è quello di fare dei piccoli o grandi passi avanti sul piano della personalità tecnica, della consapevolezza e della conoscenza. Non dico della compattezza perché siamo straordinariamente compatti. Il risultato è figlio di quello che fai, non dobbiamo migliorare sotto il profilo dei risultati”.

Ventura spera che la formazione sia la stessa perché nelle ultime ore si è aggiunto un altro “problemino” che “fa venire meno l’idea della coesistenza di Lopez e Kiyine. Cambio di modulo? Alla lunga potremmo prendere in considerazione l’ipotesi ma abbiamo lavorato per due mesi su questo sistema”. Facile immaginare dunque che  il problema riguardi l’uruguaiano, chiamato comunque a stringere i denti.

Di fronte ci sarà una formazione che, almeno sulla carta, parte avvantaggiata: “Il Frosinone è una squadra superiore al Chievo, la classifica è fasulla ma quella di Nesta resta una delle squadra maggiormente accreditate al salto di categoria insieme ad Empoli e Benevento. Anche la Cremonese ha un organico esagerato. In classifica sono indietro ma fa parte del campionato, sappiamo di affrontare una squadra superiore”.

Ventura però non perde di vista l’obiettivo principale, rappresentato dalla crescita generale: “Non possiamo guardare solo ai risultati, del resto dopo Trapani dissi che avevamo fatto un passo indietro. A Livorno, per alcuni tratti, abbiamo fatto meglio. Questo fa parte del percorso di crescita che dobbiamo fare, lo sanno benissimo i calciatori che vogliono arrivare a fare 70’ di grande intensità, poi 80 e poi 90. Ecco perché dico che oggi l’obiettivo è soprattutto badare a come ottieni il risultato”.

Con i ciociari dunque i granata sono chiamati all’ennesimo esame di questo campionato: “Sono tutti esami, ci confronteremo con una squadra più forte di noi ma sappiamo di poter colmare il gap attraverso il lavoro. Vedremo se riusciremo a colmare questa differenza, la ricerca del risultato può arrivare con lotta, gioco, con entrambi, ma senza la consapevolezza di voler crescere non si arriva da nessuna parte”.

 Sulle difficoltà di esprimersi al meglio tra le mura amiche: “La miglior partita l’abbiamo fatta col Pescara, col Benevento non abbiamo fatto quello che potevamo fare. Col Chievo abbiamo avuto un approccio diverso, loro erano partiti forte ma poi abbiamo chiuso col rammarico di non aver vinto. In trasferta sulla carta abbiamo fatto meglio ma non vedo questa grande differenza. Siamo una squadra libera da pensieri, ci concentriamo su quello che vogliamo fare e pian piano sta crescendo la voglia di essere, di diventare. Questa squadra non era abituata a vincere, spero che siano bravi a non eccitarsi per i tre successi di fila in trasferta. Le grandi squadre sanno voltare subito pagina pensando al positivo. Tenendo presente da dove siamo partiti abbiamo fatto grandi passi avanti. Questo gruppo parla di calcio, non di polemiche perché vuole crescere e questa è la nota più positiva. Dicevo di provare affetto per questo gruppo perché vedo voglia di migliorarsi”.

Ventura riavvolge il nastro dei ricordi sottolineando i passi avanti fatti dal suo gruppo: “Dopo due giorni di ritiro c’era disperazione emotiva ma dissi che giocavamo solo ed esclusivamente per vincere, il resto non mi interessa. Parliamo la stessa lingua e bene o male cerchiamo di fare le stesse cose, da questo nasce l’affetto per questo gruppo che merita davvero rispetto. Oggi pensano positivo e hanno voglia di dare, non solo per sé stessi ma anche alla città, ai tifosi, alla società”.

Sulla convocazione di Maistro con l’Under 21 azzurra: “Ha fatto un piccolo passo, dal primo giorno ho visto grandi potenzialità ma non  è ancora un giocatore importante. Se cerchi di crescere ogni giorno arrivi in poco tempo alla convocazione in Nazionale. Lui per la prima volta si trova davanti ad un bivio: o si accontenta oppure deve allenarsi e impegnarsi di più perché vuole arrivare. Sono felice per lui, spero che questa chiamata sia uno stimolo, non un premio”.

“Cerci? Non vedo l’ora di farlo giocare. Sta meglio” il passaggio sull’attaccante di Velletri che domani potrebbe entrare a gara in corso. Dal 1’ invece non dovrebbero esserci grandi novità: “Volto nuovo dall’inizio? Ho preso Maksimovic dalla Stella Rossa, era giovane e scalpitava. Nei primi 6 mesi non giocò mai, doveva capire come ci si allenava, come si nutriva, come si faceva gruppo. Anche lui era davanti ad un bivio, l’ho fatto entrare ad Udine e da quel momento non è più uscito. Tutti noi vogliamo metterci in discussione, con i più giovani bisogna avere pazienza”.

Infine un passaggio sui complimenti arrivati da Nesta: “Lo ringrazio, stiamo parlando di un allenatore giovane ma che da giocatore che ha scritto pagine importanti del calcio italiano. Se pensa quelle cose mi fa piacere, se l’ha detto per forma mi fa piacere lo stesso. In tanti dicono queste frasi, se lo dicono in tanti è un segnale ma vuol dire anche che l’età per me avanza”.

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