Connect with us

News

Ventura non s’esalta: “Siamo al 60%, possiamo crescere. Ringrazio chi era allo stadio”

La continua ricerca del fraseggio, dell’intensità. La spinta sugli esterni e la voglia di andar a far male all’avversario anziché attenderlo tirando il più possibile la coperta. La rivoluzione di Ventura è già tutta qui, nel tentativo di inculcare una nuova mentalità alla squadra. Via ogni paura, in campo con coraggio e spirito propositivo. E se osi, lo dice anche un vecchio adagio, la fortuna alla lunga ti premia. La Salernitana si presenta come meglio non avrebbe potuto al nuovo torneo di B con un 3-1 al Pescara che non ammette repliche. Vietato far voli pindarici, Ventura preferisce volar basso e non solo per i postumi dell’intervento al menisco che ancora lo costringe a camminare visibilmente claudicante: “Non esaltiamoci, abbiamo fatto cose buone ed altre meno buone. Abbiamo concesso solo due tiri agli avversari. La squadra ha costruito azioni buone, negli ultimi dieci minuti abbiamo concesso campo al Pescara ma è stata molto positiva la reazione dopo il pareggio. Gli eccessi non pagano mai, in una fase di ricostruzione come quella che siamo vivendo possono essere una bomba atomica. C’è tantissimo da lavorare, mi aspetto dai miei ragazzi continua voglia di migliorare. Siamo al 60%”.

Quasi novemila presenti all’Arechi, una buona base di partenza da cui ripartire per ricomporre i cocci della passata stagione: “Tutti coloro i quali sono venuti allo stadio vanno ringraziati – esordisce Ventura – Non possiamo pretendere credito a prescindere dopo un’annata come quella scorsa. Mi auguro abbiano recepito professionalità, serenità e voglia di essere protagonisti. Se continueremo su questa strada ed offriremo certezze, la gente tornerà allo stadio anche se i novemila di oggi non erano pochi. Saranno sicuramente di più col Benevento. Mi emozionerò quando rivedrò l’Arechi come l’ho visto in Serie A quando venni col Cagliari”.

A mercato ancora aperto, inevitabile non toccare l’argomento mercato. La squadra ha mostrato ottime potenzialità ulteriormente incrementali inserendo 3-4 tasselli di qualità che elevino il tasso tecnico della squadra: “Meglio essere ricchi che poveri ma non sto chiedendo niente, non c’è un allenatore al mondo che non voglia migliorare la sua squadra. Nel calcio di facile non c’è niente, ma la qualità in fase d’impostazione è assolutamente migliorabile e non necessariamente prendendo calciatori più bravi. Se so quello che devo fare in campo lo faccio, altrimenti si genera confusione ed è semplice incorrere in errori. MI diverto ad andare al campo ad allenare, la maggior parte dei miei calciatori in carriera ha espresso meno di quanto avesse potuto fare. Dziczek ha grandissime qualità e grande lettura ma ha 19 anni e viene da un torneo completamente diverso dal nostro. Deve capire come si gioca in Italia. Migliorini e Di Tacchio li ho visti in grande miglioramento. Ero convinto e soddisfatto del lavoro fatto da questi giocatori e della voglia di mettersi in discussione. I giocatori possono scegliere se fare giocatori di serie B o lavorare per cercare di diventare protagonisti. Finora abbiamo fatto bene ma non c’è nessuno dei miei che ha raggiunto il suo massimo. Avrei voluto giocare col 4-2-4 perché l’Arechi avrebbe apprezzato ma non ci sono i calciatori per poterlo fare. Cerci lo considero tra i due attaccanti. Jallow e Giannetti hanno fatto gol ma possono fare molto meglio”.

Dì la tua!

Pubblicando il commento, dichiario di aver letto accuratamente il regolamento e di accettarlo per intero, assumendomi la piena responsabilità di ciò che scrivo. Presto il mio consenso al trattamento dei dati personali, ai sensi del d.lgs. N. 196/2003. La mia identificazione, in caso di violazione delle regole e di eventuali responsabilità civili e penali, avverrà tramite indirizzo IP e non tramite nick o indirizzo email sottoscritto.

La tua opinione conta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *




Advertisement
Advertisement

Altre news in News