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Un mese di Gregucci, dopo 5 partite è media…salvezza. Padova e poi il derby per provare a svoltare

È passato più di un mese dalla sera del 20 dicembre, giorno dell’annuncio di Angelo Gregucci come nuovo proprietario della panchina della Salernitana. Poco prima di Natale società e dirigenza del cavalluccio scelsero il nuovo allenatore a cui affidarono il compito di rimettere insieme una squadra completamente a pezzi. Un mese e cinque partite dopo la missione non è ancora compiuta. Anzi.

Ieri Gregucci è stato chiaro in sala stampa, a questa squadra servono rinforzi sul mercato (“a centrocampo e in attacco”) e ulteriori settimane per perfezionare e mettere a punto l’idea di gioco che ha partorito per questa Salernitana: “Voglio una squadra con tre punte”. Sin dai suoi primi allenamenti dal ritiro di San Gregorio Armeno, Gregucci ha provato a spostare di almeno 30 metri il baricentro della sua squadra che però appare ancora impaurita e molto molto timida. Ieri il Lecce ha letteralmente preso a pallonate Micai e compagni, incapaci di porre la benché minima resistenza. Il 2-1 finale è giustissimo, anzi, anche generoso nei confronti di una Salernitana priva di idee ma anche di cattiveria agonistica.

È naturalmente presto per fare il primo bilancio stagionale di Gregucci, anche se cinque partite sono già un numero di partite sufficiente per inquadrare l’andamento di una squadra. Nelle ultime cinque sfide la Salernitana ha trovato 7 punti. Due le vittorie (all’esordio contro il Foggia e a Palermo, entrambe all’ultimo tiro in porta della partita), un pareggio senza reti a Cosenza e le scoppole casalinghe contro Pescara e Lecce. Media…salvezza. Difficile puntare in alto con questa altalena di risultati, rendimento che però fa stare tranquilli se si guarda in basso. Bottino da metà classifica, da limbo, da anonimato: fotografia perfetta della stagione della Salernitana. 6 i gol segnati (3 però inutili perché arrivati comunque in una sconfitta), addirittura 7 quelli subiti. Numeri assolutamente da trasformare già dalla prossima partita di Padova.

Nelle prime cinque partite Colantuono aveva raccolto 6 punti, poi i granata trovarono continuità soprattutto all’Arechi. Ma Via Allende sembra essersi trasformato in un ostacolo per questa Salernitana, che si abbatte ai primi fischi per poi chiudersi in sé stessa. All’Euganeo Gregucci proverà a ricercare serenità e gioco, elementi imprescindibili per il suo credo calcistico. Poi si ritorna in casa, nel derby con il Benevento che sa tanto di punto di non ritorno. L’occasione per svoltare definitivamente, ma anche la trappola che può tarpare definitivamente le ali a questa squadra. Ma fino all’8 febbraio possono succedere ancora tantissime cose.

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