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Serie B

Trevisan a SN: “Salernitana da A. Se segno esulto, ma in maniera rispettosa. Che giocatore DiGe

Due stagioni con la maglia granata condite da una promozione in Serie B e una salvezza (sofferta) passando per le forche caudine dei play-out. Parliamo di Trevor Trevisan (in foto) uno dei tanti ex della sfida di domenica tra Salernitana e Padova. Una sfida particolare per il centrale difensivo, che è tornato a “casa sua” dopo svariate stagioni in giro per l’Italia. Queste le parole del classe ‘83 ai microfoni di SalernitanaNews.it: “Siamo partiti bene, fare quattro punti contro due squadre come Verona e Venezia non era facile. Abbiamo reso felici i nostri tifosi, anche perchè si trattava di due derby veramente sentiti. Ho ritrovato la Serie B con questa maglia, ed è stato il massimo. Questa maglia ce l’ho cucita addosso; qui è casa mia. Domenica affronteremo una squadra candidata alla promozione in Serie A; la Salernitana ha letteralmente uno squadrone”.

Poi una precisazione sulla dichiarazione dei giorni scorsi, dove ha dichiarato di “esultare in caso di rete all’Arechi”: “Ci tengo a precisare. Esulterei, anche perchè non ne faccio tanti, ma in maniera molto pacata. Nutro tanto rispetto nei confronti di una squadra e di una città che mi hanno accolto per due anni. Ma tanto non segnerò mai eh, potete anche scrivervelo (ride, ndr)”.

Poi spazio ai ricordi in maglia granata: “Sono stati due anni intensi. Il primo è stato meraviglioso, e la promozione in Serie B ne è un’emblema. Uscivamo spesso con il resto della squadra, avevamo vissuto a pieno l’intera città. L’anno successivo ero partito anche bene, ma poi l’infortunio mi ha frenato. Fu un’annata particolare, nessuno si immaginava di dover sudare la salvezza tramite i play-out”.

Parole al miele poi, nei confronti di Davide Di Gennaro suo compagno di squadra nella prima esperienza a Padova, e non solo: “DiGe è un calciatore straordinario. La Salernitana ha fatto un colpaccio. A Padova ha giocato sempre da trequartista, anche perchè ha tantissima qualità. Solo in seguito è stato impiegato da play-maker. Credo che lui sia un calciatore che non ha nulla a che fare con la serie cadetta. Sento spesso anche Bernardini. E’ fermo ai box ma ha voglia di ripartire. Per me è un amico, così come Tuia che è andato via qualche mese fa. Sono in contatto anche con Alberto Bianchi, anche perchè è stato il mio vicino di casa durante l’esperienza granata”.  

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