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Tra Cosenza e Salernitana vince solo il freddo: al San Vito è 0-0 senza nessun tiro in porta

TABELLINO COSENZA – SALERNITANA 0-0 

COSENZA (3-5-2): Perina; Idda, Dermaku, Legittimo; Corsi, Bruccini, Palmiero, Mungo (19’ st Garritano), D’Orazio; Tutino (33’ st Baez), Maniero (19’ st Baclet). A disp. Cerofolini, Saracco, Perez, Di Piazza, Tiritello, Schetino, Varone, Anastasio, Pascali, Baez. All: Braglia.

SALERNITANA (3-4-1-2): Micai; Mantovani, Migliorini, Gigliotti; Pucino, Akpa Akpro, Di Tacchio, Vitale; A. Anderson (29’ st Rosina); Djuric (37’ st Bocalon), Jallow (43’ D. Anderson). A disp. Vannucchi, D.Anderson, Vuletich, Casasola, Palumbo, Schiavi, Castiglia, Orlando, Perticone, Mazzarani. All. Gregucci.

ARBITRO: Sig. Livio Marinelli di Tivoli (Lanotte/Soricaro) IV uomo: Pashuku

NOTE. Ammoniti: D’Orazio, Garritano (C), Jallow, André Anderson (S); Angoli: 1-0; Recupero: 1’ pt – 4’ st. Spettatori: 12673 di cui 970 ospiti.

 

COSENZA. Senza tirare in porta è molto difficile fare gol e se il problema maggiore da affrontare per i due portieri è il freddo lo 0-0 è inevitabile. Cosenza e Salernitana non si fanno male, al San Vito ci sono più errori che gioco e Gregucci si prende il pareggio alla prima trasferta del suo campionato. Un punto a testa che però non serve a nessuno, per fare corsa al vertice in B bisogna vincere. Ma la Salernitana deve prima risolvere i suoi problemi offensivi, altrimenti è davvero difficile riuscire a raccogliere i 3 punti.

LA CRONACA. Coreografia spettacolare, circa 15mila spettatori sugli spalti e tifo incessante: con questi presupposti è normale che la partita la provi a fare il Cosenza. Almeno nei primi minuti. La squadra di Braglia si schiera con il 3-5-2 e attacca con tanti uomini, cercando di sfondare sempre dal lato sinistro con D’Orazio e Tutino che duettano molto vicini. Gregucci se lo aspettava e da quella parte fa muro con Mantovani e Pucino, preferiti a Schiavi e Djavan Anderson. A parte qualche tiro dalla distanza di Mungo e Tutino, però, la Salernitana si difende bene anche perché Mantovani è un muro.  I granata scendono in campo con lo stesso modulo adottato con il Foggia, ma la novità è rappresentata da un delizioso André Anderson, il migliore in campo alla prima da titolare in B. Il brasiliano si mette alle spalle di Jallow e Djuric e prova a costruire un po’ di gioco. Anderson però predica nel deserto, perché Di Tacchio e Akpa pensano a far rottura e spesso e malvolentieri il regista lo deve fare Migliorini: risultato inevitabile, tutto quello che non aveva chiesto Gregucci. Nel primo tempo la Salernitana, una volta recuperata palla, cerca subito la verticalizzazione con il lancio lungo verso Djuric che a volte la prende e spesso no. Anche Jallow prova a farsi vedere, ma il gambiano è spesso presuntuoso e confusionario: il problema è che l’atteggiamento dell’attaccante granata non fa più notizia.

I granata faticano a palleggiare e riescono ad alzare il baricentro solo quando le finte di André Anderson costringono al fallo i difensori rossoblu. Non è un caso che quando la Salernitana arriva alla conclusione (André Anderson al 25’ e Jallow un minuto dopo) l’azione si sviluppi sempre da rimessa laterale battuta lunga. Più pulito invece il fraseggio del Cosenza che al 35’ va vicinissima al vantaggio: imbucata di Mungo per Tutino che si presenta all’appuntamento con Micai ma si fa bloccare dal freddo calciando malissimo. La palla gol la Salernitana la riesce anche a costruire, ma al 40’ Jallow invece di servire André Anderson solo in area spreca calciando debole e centrale.

Il secondo tempo si apre con le veementi proteste cosentine per una respinta di Migliorini che ha il braccio largo ma colpisce il pallone con il fianco. Come nel primo tempo anche la ripresa vede il Cosenza spingere nei primi minuti per poi spegnersi scavallato il 10’. E la Salernitana? È solo André Anderson, il brasiliano salta sempre l’uomo e quando verticalizza la palla che può valere la partita Djuric la spreca arrivando con un pizzico di ritardo (14’). I granata sembrano disorientati quando entrano in possesso della palla e allora Gregucci a un quarto d’ora dalla fine schiera Rosina, sostituendo però Anderson che forse era l’unico che non meritava di uscire. Meritava di entrare invece il 10 granata che in due minuti manda in porta prima Jallow (destro a giro di poco a lato, questa volta sfortunato) e poi Djuric (ancora lento e rimontato da Dermaku). Gregucci concede a Bocalon solo gli ultimi 10 minuti, ma nel finale la spinta è tutta del Cosenza. I rossoblu riescono a entrare in area ma mai a calciare in porta: solo brividi da lontano per Micai che però non è chiamato a nessuna parata. E lo 0-0 alla fine fa sorridere Gregucci, ma la Salernitana chiude il girone di andata fuori casa senza mai vincere. Così, i playoff sono irraggiungibili.

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