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Tounkara si divide: “Domenica spero in un pareggio. Salerno mi è rimasta nel cuore”

“Seguo spesso la Lazio, un po’ meno la Salernitana. Domenica ho guardato il derby e ho tifato per i granata. All’Olimpico sarà una partita particolare, non riesco a tifare né per l’una, né per l’altra. Spero in un pareggio. Ribéry sarà certamente l’osservato speciale dei laziali”. Nonostante la brevissima esperienza di appena sei mesi a Salerno, il cuore di Mamadou Tounkara domenica sarà diviso a metà. Il classe ’96, ora in forza al Cittadella, si è soffermato sulla corsa salvezza che la squadra di Colantuono affronterà fino a fine stagione: “Mi auguro che la Salernitana continui su questa strada, le difficoltà iniziali per una neopromossa sono normali – ha dichiarato la punta ai nostri microfoni -. Lo Spezia mi piace molto, l’Empoli gioca bene, il Venezia ha iniziato col piede giusto poi ha avuto qualche difficoltà. La Salernitana non deve scoraggiarsi. I calciatori non devono smettere mai di crederci e devono giocare ogni partita come una finale. Poi c’è il pubblico che è fantastico. La Serie A per Salerno è una cosa importante. Lo scorso anno la Salernitana ha vinto il campionato perché i calciatori non hanno mai smesso di crederci, servirà la stessa mentalità. La promozione è sempre stata un obiettivo della scoietà, anche quando c’ero io. La situazione societaria attuale non aiuta, ma i giocatori devono provare ad isolarsi”.

Il giocatore senegalese ha analizzato anche gli elementi della rosa granata, molti li conosce bene per averci giocato insieme o contro: Gondo l’ho sfidato spesso con la Primavera, io giocavo con la Lazio e lui con la Fiorentina. Ha un fisico importante, domenica ha retto il confronto con Koulibaly. Su Ribéry c’è poco da dire, è un campione, un esempio per gli altri. Alla Lazio mi è capitato di allenarmi con Klose, lo osservavo e cercavo di rubare qualsiasi cosa da lui. Da Simy mi aspettavo certamente di più, soprattutto in termini realizzativi. Bonazzoli e Djuric danno più garanzia. Il primo è forte tecnicamente, il secondo aiuta molto la squadra. Conosco bene Capezzi, avendoci giocato a Crotone, e la sua assenza pesa. Ha mezzi tecnici importanti e spero torni presto. Gyombér me lo ricordo a Pescara, è cresciuto tanto in questi anni, Ranieri mi ha impressionato, per personalità e cattiveria, nel derby. Il mio connazionale Coulibaly è fortissimo, da Serie A”.

Con la maglia della Lazio Tounkara è cresciuto calcisticamente, assaporando l’esordio in A in un Lazio-Bologna del 18 maggio 2014. Le prime esperienze in prestito per l’allora 19enne attaccante sono state a Crotone (da settembre a dicembre 2015) e a Salerno (da gennaio a giugno 2016). Con la Salernitana però l’attaccante ha racimolato appena tre presenze, nonostante ciò il suo ricordo della piazza è piacevole:Salerno è un bel ricordo per me e i tifosi mi sono rimasti nel cuore, anche se ho giocato lì appena sei mesi. Avevamo una squadra importante, c’erano Coda e Donnarumma in attacco, ma purtroppo non andò bene. Personalmente ebbi dei problemi fisici e mi è dispiaciuto non essere riuscito a dare il massimo. Puntavamo a qualcosa di importante. Ricordo che Fabiani ci motivava in settimana e il presidente Lotito veniva negli spogliatoi prima delle partite. Ai tifosi non piaceva questa cosa dei calciatori che arrivavano dalla Lazio, a qualcuno è potuto pesare. Per me Salerno era una grande chance e pensavo solo a dare il meglio, senza l’idea di dover tornare a Roma. Ovviamente la Lazio è stato tutto per me, perché mi ha dato tanto amore. Il mio obiettivo è tornarci e chiudere la carriera in biancoceleste. Il presidente Lotito è stato come un padre, mi ha sempre seguito e motivato anche alla Salernitana”.

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