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Tanto possesso palla, pochi passaggi realizzati: il controsenso granata della sfida con l’Ascoli

Un punto deludente, una partita senza emozioni. Serata fredda e incolore quella di martedì, la Salernitana ha giocato male e contro l’Ascoli ha raccolto solo un 1-1. Non è stata affatto una bella partita, l’Arechi ha accompagnato i calciatori negli spogliatoi rumoreggiando e lasciando partire anche qualche fischio mentre Colantuono in sala stampa ha ammesso che la Salernitana ha alcuni problemi da risolvere. Uno su tutti, il palleggio a centrocampo. “Ho messo dal primo minuto Mazzarani e Di Gennaro per provare ad avere maggiore qualità”, ha detto il tecnico di Anzio. La qualità, però, non si è vista nonostante la Salernitana abbia avuto il possesso palla per il 68% della gara. Un dato che va interpretato, perché in tutta la partita i granata sono riusciti a completare solo 36 passaggi. Di media 36 passaggi si possono realizzare anche in una ventina di minuti. E’ riuscita a fare peggio l’Ascoli con addirittura 17 passaggi riusciti: segno di una partita davvero poco spettacolare, per cercare di galleggiare sull’onda dell’eufemismo.

L’atteggiamento dell’Ascoli si può comprendere, i marchigiani sono andati presto in vantaggio e hanno così pensato prima a non prenderle per portare a casa il risultato pieno. La Salernitana ha avuto tempo e modo di giocare ma non ci è riuscita. Tanti lanci lunghi, confusione, poche idee, paura di avere il pallone tra i piedi. La palla scottava e veniva allontanata il più possibile con il lancio lungo. Non è un caso che i calciatori che hanno tentato più passaggi sono stati i terzini Pucino e Gigliotti, pronti a lanciare lungo dopo il normale giro palla tra i difensori: Pucino è anche il calciatore, con Di Gennaro, che è riuscito a far girare con più precisione il pallone (7 passaggi). Mazzarani, invece, è riuscito a portare a termine solo due tocchi: uno è valso il gol. Poca Salernitana, poco ritmo, troppa monotonia.

Colantuono ha bisogno di risvegliare questa squadra che dopo Padova s’è un po’ spenta. Ieri dopo l’1-1 solo Jallow è riuscito ad andare al tiro, peraltro da lontano e senza potenza. E poi c’è la questione Djuric. Contro l’Ascoli il bosniaco è stato il calciatore con più tiri, ben 5. Due gli errori, uno di misura (tuffo di testa alto sul cross di Di Gennaro da angolo) e uno clamoroso su assist di Gigliotti dall’interno dell’area piccola. Djuric ha bisogno di un gol per sbloccarsi, il problema è che il bosniaco non è capace di inventarselo da solo e ha bisogno di supporto e tante palle. Ieri la Salernitana ha creato poco, le difficoltà erano evidenti. Serve invertire la rotta perché sabato all’Arechi arriva un Verona capolista che corre come un treno. Per vincere bisognerà fare molto, ma molto, ma molto di più.

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