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Taglio degli stipendi, dalla Fifa: “Rischio contenziosi, prevalga il buonsenso”

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Il tema del taglio degli stipendi a causa dell’emergenza Coronavirus resta caldissimo. In particolar modo dalla Serie C in giù dove gli ingaggi spesso sfiorano il minimo sindacale ma anche nei primi due campionati nazionali il dibattito è più vivo che mai.

Al di là della volontà dei calciatori di contribuire ad affrontare l’emergenza sanitaria, ci sono degli ostacoli burocratici di cui bisogna tener conto. La pensa così Victor Montagliani, vicepresidente della FIFA e presidente della CONCACAF: “”Il rischio di contenziosi sulla riduzione degli stipendi e, soprattutto, sui prolungamenti dei contratti oltre la scadenza naturale del 30 giugno c’è – ha dichiarato in una intervista a Tuttosport -Come sempre c’è l’arbitrato della FIFA che è determinate per garantire il rispetto delle regole. Però ci auguriamo, soprattutto in un momento come questo, che prevalga la responsabilità tra le parti e che si arrivi agli accordi tra i club e i giocatori”.

Un appello al buonsenso arrivato anche da Roma, in particolar modo dal ds della Salernitana: Questa cosa mi manda su tutte le furie. C’è ancora chi non ha capito che questa situazione è drammatica – ha dichiarato Fabiani a Il Mattino – È da un mese e mezzo che sento parlare di queste sciocchezze. Mentre c’erano i camion dell’esercito che portavano via le salme si pensava già all’ingaggio di Fabiani che non prende certo 800 euro al mese. Quindi se non prendo due mesi di stipendio non succede niente. Vale per me e vale anche per un calciatore. Discorso diverso, naturalmente, per un magazziniere. Parlo da dirigente: se non lavoro è giusto che non venga pagato. Quando si riprenderà allora si riprenderà anche a guadagnare. E poi i prossimi stipendi si devono pagare a giugno, siamo appena a metà aprile e c’è già chi se ne preoccupa. Se dobbiamo stringere la cinghia dobbiamo farlo tutti”.

In cadetteria, in attesa di nuovi sviluppi, sono state tracciate le linee guida. La volontà dei presidenti è di non pagare se non si dovesse riprende a giocare ma ogni club ma ogni club avrà la possibilità di trattare la percentuale di taglio in base alle esigenze singole. Anche perché ci sono contratti e calciatori diversi e non si può non fare una differenza.

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