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Sudore e impegno, prima delle giocate top: FR7 è già esempio (indispensabile)

Franck Ribéry che corre, pressa e dà l’esempio fino al 43′ della ripresa, a 38 anni suonati, è l’immagine più bella. Meglio anche di una giocata di fino. Contro l’Atalanta aveva forse mezzora nelle gambe e ha fatto un tempo, ieri avrebbe dovuto provare a passare all’ora di gioco ed è stato in campo fino a due minuti dal novantesimo. Sacrificio, voglia di trascinare e dimostrare. Il transalpino si è calato nella parte ed è già idolo di Salerno. L’Arechi lo ha applaudito alla sua uscita, sostituito da Kastanos contro il Verona, e sa di poter contare su un uomo vero, prima ancora di un grandissimo giocatore.

Campione vero

Il coro recita che “sei già un campione” se in campo cacci… gli attributi. L’ex Bayern Monaco un campione lo è di suo e in teoria non avrebbe bisogno di dimostrare ancora qualcosa, vista la sua bacheca. Avrebbe potuto (magari anche dovuto) gestirsi, correre qualche Km in meno. Invece no, non si è limitato. Anzi, ha dato anche più di quello che aveva, trovando residue scorte di carburante nella curva sud e nell’adrenalina della partita. Castori l’ha tenuto dentro il più possibile: quando devi rimontare e provare anche a vincere, anche un Ribéry stanchissimo ti può dare un barlume di qualità, di pericolosità. Lo ha fatto, senza risparmiarsi, davanti alla sua famiglia presente sugli spalti. Ha trascinato e si è fatto trascinare, assumendosi responsabilità, facendo valere il suo peso specifico con arbitro e avversari.

Dipendenza sì, ma…

C’è un rischio, adesso. Quello che la Salernitana possa diventare dipendente da FR7. Una piacevole dipendenza, per carità. Ma il francese non potrà disputare interamente tutte le partite. Dovrà essere inevitabilmente gestito, per forza di cose ed anche in virtù del fatto che è arrivato senza aver svolto un ritiro precampionato, in ritardo rispetto ai compagni. L’ippocampo e Castori – adesso – non possono permettersi di non avere a disposizione uno come lui, soprattutto nelle partite da vincere, quelle contro avversarie di medio bassa classifica. Chissà se dopo le tante fatiche ravvicinate, Ribéry a Reggio Emilia partirà dalla panchina oppure ancora dall’inizio. A metà ottobre arriverà una sosta importante per farlo rifiatare e, nel contempo, disegnare un programma di allenamenti adeguato agli obiettivi. Prima di arrivarci, ci sono Sassuolo fuori e Genoa in casa. Se sta bene e dà disponibilità, uno come lui non può essere tenuto fuori; ha esperienza e personalità in abbondanza per sapere se e quanto può dare una mano al Mapei Stadium. Lo ha dimostrato ieri, andando ben oltre le aspettative in termini di minutaggio, con grandissima generosità. Insomma, la scuola di Franck deve produrre una squadra che all’occorrenza sia in grado di essere pericolosa, vincente e soprattutto sicura di sé anche in sua eventuale assenza.

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