La trattativa Iervolino-Rufini per la cessione della Salernitana può definirsi al 99,9% saltata. Il preliminare firmato il 14 marzo scorso scadrebbe lunedì, all’indomani della partita contro il Picerno, ma appare altamente improbabile che si riesca a trovare un accordo, dopo due appuntamenti dal notaio fatti saltare per divergenze: non sembra essere il miglior biglietto da visita per portare a termine un discorso e, a quanto filtra, se ne sarebbero resi conto anche i diretti protagonisti su tutti e due i fronti.
Fonti vicine a Cristiano Rufini fanno sapere che, dopo la fumata nera di ieri, non ci sono più margini per tornare al tavolo. Da parte di Iervolino, le condizioni non sono cambiate: si pretende il rispetto di quello che era indicato nel preliminare, quindi il versamento del famoso milione e 250mila euro alla firma, non una semplice delibera, e il rispetto delle condizioni dopo la firma del definitivo, cioè la conferma del CdA fino al via libera definitivo della Figc, mentre Rufini avrebbe voluto inserire fin da subito il suo uomo (Massimo Sarandrea) all’interno della società per operare tagli e modifiche su contratti e decisioni già prese per la prossima stagione. Questo aspetto non è piaciuto a Danilo Iervolino, che al di sopra di tutto ha l’obiettivo di tutelarsi giuridicamente e non può accontentarsi di una semplice delibera di aumento di capitale (di Antarees, la società che acquisirebbe, o avrebbe acquisito la Salernitana a questo punto) con promessa di versare tutto nelle casse della Salernitana dopo l’ok della Commissione Acquisizioni Societarie della Figc.
La trattativa si è arenata, non mancheranno gli strascichi probabilmente. Alla luca di quanto è venuto fuori, la parte inadempiente sarebbe considerata quella acquirente, fino a questo momento, con il lavoro dei professionisti vicini a Iervolino volto a tutelare lo stesso patron. Gli avvocati Fimmanò e Sica hanno lavorato alacremente ponendo i paletti fin da subito, paletti che non sarebbero stati rispettati dall’altra parte. Lo stesso Fimmanò sembrerebbe molto amareggiato per tutta una serie di critiche rivoltegli con dei preconcetti da parte del popolo social, critiche che hanno coinvolto anche il figlio Filomeno, direttore sportivo che ormai ha preso una sua personale strada ed è lontano anni luce da quello che succede in casa Salernitana. Per questo motivo, potrebbe farsi da parte, almeno per quello che riguarda le trattative di cessione della Salernitana. Che andranno avanti o no? Questo può saperlo solo Danilo Iervolino.
Dopo la partita contro il Picerno l’imprenditore dovrebbe avere nuovi incontri con i suoi consiglieri più fidati e i dirigenti granata, con l’amministratore Umberto Pagano in testa. Potrebbe anche decidere di mettere in standby i suoi propositi di cessione e accompagnare la squadra senza distrazioni nel delicato percorso playoff, aspettando l’esito e chissà se cambiando anche idea in caso di buoni risultati. Un’ipotesi possibile. Serve però chiarezza e che qualcuno esca allo scoperto per spiegare alla piazza quali sono le prospettive almeno fino al 30 giugno, se si continuerà a trattare con altri soggetti (improbabili le voci di un interessamento dell’ex presidente della Juve Stabia, Langella) o se i dialoghi si fermeranno per dare la precedenza al campo, come forse sarebbe opportuno per Cosmi e i suoi ragazzi. E poi le elezioni di fine maggio potrebbero fare il resto, perché una ritrovata serenità politica in città riuscirebbe a rimettere al centro le discussioni sullo stadio e gli investimenti per un centro sportivo che, se Iervolino vorrà, potranno dare nuovo carburante nell’avventura nel calcio. Nel frattempo, Iervolino incassa l’affetto di una grande maggioranza di salernitani e riflette…