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Sosta, acciacchi e monitoraggi: Salernitana ha impiegato minor numero di giocatori in B

Statisticamente, il rientro in campo dopo la seconda sosta stagionale per gli impegni internazionali non dovrebbe preoccupare Ventura. Condizionale d’obbligo, ovviamente: la Salernitana potrà respirare, per il ritorno in campo del 19 ottobre a Venezia recupererà alcuni degli acciaccati (su tutti, il fresco ex Cristiano Lombardi) e proverà a mantenere il proprio cammino in graduatoria sugli standard di inizio stagione.

L’anno scorso, nelle prime sette partite, la Salernitana ne perse una sola. Proprio come quest’anno in cui, tuttavia, sono arrivate più vittorie (clicca qui per leggere il confronto). Alla ripresa del campionato dopo la seconda sosta, quella di ottobre, i granata all’epoca allenati da Colantuono giocarono cinque partite, prima di fermarsi nuovamente a novembre, totalizzando tre vittorie, un pareggio e una sconfitta. Il rientro in campo dei granata, 365 giorni fa, fu contraddistinto da un successo (il 2-1 interno al Perugia) anche se non con un grandissimo calcio. Gli umbri, ad onore del vero, in quell’occasione avrebbero meritato di più.

Ventura e il suo staff, fermo restando che la massima “la partita più importante è sempre la prossima” è sempre validissima, lavorano anche in prospettiva. Occhi aperti sui recuperi per Venezia e per le gare immediatamente successive, ma anche grande attenzione a calibrare fin da ora il lavoro in un certo modo per evitare cali dopo la sosta di metà novembre, la terza stagionale, quella che verrà dopo la trasferta di Cremona (10 novembre) e prima del derby al Menti, in casa della Juve Stabia. L’anno scorso fu proprio quello il punto si spaccatura, con i tre ko di fila (Brescia, Cittadella, Carpi) che portarono al cambio in panchina e all’avvento di Gregucci che non riuscì a invertire il trend discendente.

Una visione a medio-lungo termine, restando nel perimetro della stagione in corso ovviamente. La Salernitana, infatti, deve gestire le forze più di tutte le altre compagini del campionato cadetto, essendo finora la squadra che ha mandato in campo meno giocatori dalla prima alla settima giornata. Diciassette, in totale, di cui due (Kalombo e Cerci solo da subentrati e senza superare complessivamente neppure l’ora di gioco). Un dato che evidenzia come, alla lunga, il fatto di far tirare la carretta sempre agli stessi, potrebbe creare dei problemi. Spulciando la speciale classifica di calciatori finora impiegati, il ventaglio di scelta più ampio sembrerebbe averlo avuto il Pescara di Zauri, con ben 26 calciatori che si sono divisi i 630 minuti complessivi; il Cittadella (24 elementi) è secondo, mentre Ascoli e Juve Stabia ne hanno schierati 23.

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