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Schiavi sempre più leader, il capitano fa la voce grossa. E venerdì duello con Massimo Coda

Stefano Colantuono è stato chiaro anche dopo la vittoria con il Padova, “questa squadra ha 22 titolari”. Il messaggio è chiaro, tutti possono giocare, tutti possono fare panchina. Normale in un campionato lungo, necessario quando si dovranno affrontare tante partite in pochi giorni come accadrà ai granata da venerdì a sabato prossimo dove affronteranno una dopo l’altra Benevento, Ascoli e Verona.

Tutti fondamentali, nessuno indispensabile. Forse, perché queste prime tre giornate hanno dato dei segnali e un solo calciatore in questo momento deve sempre far parte dell’undici titolare. Raffaele Schiavi è finalmente tornato ai massimi livelli della sua carriera. Il difensore granata è leader emotivo della squadra, capitano selezionato, guida della difesa e voce in campo di Colantuono. A tutto questo vanno aggiunte tre prestazioni di alto, altissimo livello: del resto la Salernitana in tre partite ha preso due gol e le responsabilità di entrambi ricadono sulle spalle di Vitale.

Schiavi è arrivato alla quarta stagione consecutiva in granata. Le prime due non sono andate bene: prestazioni al di sotto della sufficienza, qualche polemica di troppo soprattutto per la sua vita lontano dal campo (anche se non gli si potrebbe imputare nulla dal punto di vista professionale), tanta panchina.  25 partite in totale, nessuna davvero da ricordare. L’anno scorso, invece, Schiavi è stato un valore aggiunto. Le presenze sono state ancora poche (comunque 24, praticamente quanto i primi due anni), però i momenti chiave della stagione tanti. Piano piano il centrale di Cava si è guadagnato la fiducia di Bollini prima e Colantuono poi, arrivando a essere un punto fermo della difesa. I 3 gol sono stati solo il regalo di Schiavi ai tifosi granata per suggellare, finalmente, il patto di fiducia.

Quest’estate Schiavi ha rischiato di perdere la fascia da capitano, c’era la possibilità che i gradi andassero a Di Gennaro per cercare di responsabilizzare il centrocampista ex Lazio. Invece Colantuono ha optato per la continuità, giustamente la fascia deve andare sul braccio di chi Salerno la conosce anche nelle difficoltà. Schiavi è il vero capitano di questa squadra anche fuori dal campo: ha legato con praticamente tutti i compagni di squadra, sui social i calciatori del cavalluccio si divertono e il difensore metelliano è sempre partecipe. Questa squadra non può fare a meno di Schiavi, neanche in campo. Il suo coinvolgimento nel gioco cresce partita dopo partita, contro il Lecce era stato il calciatore con più passaggi realizzati mentre contro il Padova nessuno come lui per disimpegni (4) e contrasti vinti (4). Aggressivo nel recupero palla, pulito nel far ripartire l’azione, utile per far tenere alta la concentrazione ai compagni. Un solo errore in tre partite, il fallo che domenica gli è costato il giallo. Piccolo peccato di imperfezione che va perdonato, fa parte del pacchetto Schiavi.

Venerdì esame durissimo per i difensori della Salernitana, fermare il tridente del Benevento. A Schiavi toccherà l’amico e conterraneo Massimo Coda, purtroppo avversario e non compagno di squadra: con le buone o con le cattive, Schiavi dovrà fermarlo. Per essere sempre più leader e capitano di una Salernitana che è pronta a festeggiare lo storico traguardo del centenario: tutto sotto il segno di Raffaele Schiavi.

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