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“Salernitana è una città intera”: i tifosi sognano, Lombardi e Akpa “abbracciano” la Curva Sud

Più di 8000 spettatori all’Arechi e la Salernitana spicca il volo. Avevano promesso un sold-out e il muro umano della Curva Sud Siberiano che – questa sera –  ha infiammato letteralmente l’impianto di via Allende. Sebbene i numeri non diano ragione all’iniziativa messa in campo dai club organizzati e dalla tifoseria, il campo, i giocatori granata e tutto lo stadio canta, in virtù di quella compattezza (seppur in parte) ritrovata. Non bastano i 700 tifosi accorsi da Cosenza a coprire le voci della torcida granata, che durante tutto il match tra Salernitana e Cosenza non ha mai smesso di incitare la squadra. Quella stessa squadra che – non solo ringrazia con due gol (quelli di Lombardi e Akpa Akpro) – ma che apre le braccia, come a stringere attorno a sè tutti i presenti.

La Curva è accanto agli 11 uomini di mister Ventura in campo, ma non dimentica mai il leit motiv: contestare la società, urlando il “no” secco alla multiproprietà. Quel “no” che è arrivato durante tutta la settimana, quando la città di Salerno è stata tappezzata dai manifesti di protesta “Lotito, Salerno non ti vuole”. Quello stesso Lotito che prima ha “buttato la pietra”  – in un comunicato che risale ad aprile 2019 in cui promise insieme a Marco Mezzaroma “la massima serie” – e poi ha quasi “nascosto la mano”. “Da anni lo abbiamo capito, il tuo tempo è finito”: è lo striscione esposto al fischio di inizio, nella parte inferiore del settore caldo, firmato Ultras granata. Ma non si è presentato nemmeno questa volta all’Arechi, forse i tifosi ringraziano o forse no. Fatto sta, che non hanno mai smesso questa sera, di contestarlo, di continuare a sottolineare che “si cerca la chiarezza, alle parole seguano i fatti”. No al “galleggiamento” è lo stesso “no” alla multiproprietà.

Ma come in un “film che lascia tutti senza parole” – soffermandoci con romanticismo – la Salernitana è una città intera, perchè la Salernitana è anche un giocatore che bacia la maglia, tra gli applausi di chi – instancabilmente – è corso giù da quella gradinata esultando, tifando, saltando. Quegli spalti che presto (ci auguriamo) potranno ritornare protagonisti di lacrime di gioia, risate, a volte imprecazioni, altre volte parole di rabbia miste ad esultanze. Perchè sia sempre tempo di “che spettacolo quando giochiamo noi, non molliamo mai…”. Su quei gradoni – infatti – non si molla (quasi) mai e Salerno stasera, è una bella e (quasi mai rara) eccezione che conferma questa regola.

1 Commento

1 Commento

  1. Felice di Vito

    25/01/2020 at 22:56

    Che Lotito non ispiri simpatia è un dato di fatto. Dopo quasi 10 anni, non può continuare a dire le solite cose (abbiamo riportato il calcio a Salerno, non avevate nemmeno i palloni, ecc.). A me sembra che i tifosi salernitani seguano la squadra in maniera esemplare (in trasferta molte squadre raggiungono il massimo di spettatori quando ci sono loro). Secondo me, però, è sbagliato contestarlo senza avere uno sceicco arabo, un gerarca russo, o un qualunque altro imprenditore di riserva. Se l’alternativa dovesse essere un Lombardi qualunque che ci farebbe fallire, penso sia meglio tenersi Lotito, facendo dignitosi campionati in “B” e dimenticare i troppi campionati senza infamia e senza lode in terza serie.

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