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Ripresa del calcio, Spadafora: “Paradossali pressioni quando terapie intensive erano piene”

Vincenzo Spadafora torna a parlare della ripresa del calcio. Dopo l’annuncio di ieri (clicca qui per i dettagli) il ministro dello Sport ha spiegato i motivi del “ritardo” nel prendere una decisione in merito alla ripresa del calcio giocato: “La preoccupazione continua ad esserci – ha sottolineato ai microfoni di Rai2 nel Tg2 Post – Ho trovato paradossale ricevere pressioni sul calcio quando nel nostro Paese si contavano centinaia di morti. Ora che il Paese riparte è giusto che il calcio e lo sport siano il simbolo della ripresa. Il calcio riparte perché siamo in sicurezza, ma non essendo ancora usciti dall’emergenza dobbiamo prestare attenzione”.

La posizione di Lega B e Lega Pro:  “Ieri quando erano presenti i presidenti di Lega B e Lega Pro. Il presidente della Lega Pro ha manifestato dei problemi, ma di questo se ne deve occupare la Figc. Sicuramente per ripartire bisogna rispettare i protocolli, questo vale per tutti”. Sulla possibilità di mostrare i gol in chiaro: “Dobbiamo evitare che l’apertura del campionato si trasformino in assembramenti. Molti tifosi sono contrari, io ho fatto un appello per trasmettere i gol della giornata. Non escludo nessun intervento, anche normativo se fosse necessario, per consentire una disponibilità”.

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