Con la vittoria sul Foggia i granata hanno avuto la certezza di disputare il play off dalla fase nazionale entrando in scena dal 10 maggio. La Salernitana, che conoscerà il proprio avversario tramite sorteggio, avendo il vantaggio del ritorno tra le mura amiche oltre che del doppio risultato, eviterà la fase regionale saltando ben due turni. Proprio la strutturazione della post season è la vera novità delle ultime stagioni in serie C. La formula a 28 squadre (9 per girone a cui si aggiunge la vincitrice della Coppa Italia) è stata introdotta dalla stagione 2016/17 in forma sperimentale per poi dargli valenza definitiva dalla stagione successiva aggiungendo due turni preliminari regionali in gara secca.
I granata non partecipano ai play off di C dalla stagione 2013-14, quando, dopo aver concluso noni nella stagione regolare, disputarono, grazie all’allargamento degli spareggi, i quarti di finale in gara secca contro il Frosinone in trasferta nel vecchio stadio Matusa. I granata avevano l’obbligo di dover conseguire un successo per accedere alla semifinale, alla luce del posizionamento dei ciociari (secondi in classifica nella stagione regolare), non riuscirono però nell’intento perdendo per 2-0 (gol di Paganini e Carlini), spianando la strada al Frosinone verso la serie B.
Ancora più datato è il precedente del 2005/06, quando la neonata Salernitana dei costruttori partecipò al campionato di C, grazie al lodo Petrucci venendo inserita nel girone A e chiudendo la stagione, con Cuoghi in panchina, al sesto posto. L’Ippocampo fu ammesso alla post season grazie alla penalizzazione del Teramo, classificatosi quinto. La Salernitana fu, da classifica, abbinata al Genoa e pur vincendo la semifinale di andata per 2-1 (doppietta di Ferraro e gol ospite di Stellini su rigore molto dubbio), non riuscì ad accedere alla finale. A Marassi, nel match di ritorno, i rossoblù vinsero col medesimo risultato – gol di Stellini e Lopez, pari momentaneo di Magliocco – e, grazie al miglior piazzamento in regular season, ebbero accesso all’ultimo atto, salendo poi in B.
Cinque anni più tardi, la Bersagliera ebbe un’ulteriore chance per accedere al campionato cadetto tramite gli spareggi. La truppa di Breda, nonostante le tante penalizzazioni, causa mancato pagamento degli stipendi, centrò il quarto posto in graduatoria. Dopo un doppio confronto con l’Alessandria, terminato con il passaggio del turno dei granata in virtù dell’1-1 all’Arechi e di un 1-3 in un Moccagatta per un terzo popolato da supporter salernitani, l’Ippocampo non riuscì a centrare l’approdo in B. Andata al Bentegodi di Verona ed Hellas vittorioso 2-0 con la doppietta di Ferrari (due rigori generosi concessi agli scaligeri, con espulsione di Caglioni). Non bastò il rigore di Carrus nel match di ritorno: Verona in cadetteria.
Precedente fortunato, invece, durante la stagione 93/94. I granata di Rossi conclusero il campionato al terzo posto ed ebbero la possibilità di giocare per la prima volta nella propria storia i play off, nonostante un campionato partito tra la contestazioni verso la società dell’allora presidente Casillo che poi passò la mano ad Aliberti. La squadra di Rossi dovette affrontare la Lodigiani nel doppio confronto in semifinale avendo il vantaggio della gara di ritorno in casa. Dopo l’1-1 dell’Olimpico (lo stadio dei laziali era troppo piccolo per ospitare trentamila salernitani), i granata vinsero 4-0 (doppiette di Fresi e Pisano) accedendo alla finale in gara secca in campo neutro. In un San Paolo gremito, Juve Stabia demolita 3-0, grazie alle reti di Tudisco (doppietta) e Breda.