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Ricorso Udinese-Atalanta, bocciate le ragioni dei friulani

Mentre la Salernitana resta in attesa della decisione del Giudice Sportivo sulla partita non giocata contro il Venezia (entro il 31 atteso il comunicato), ieri sera è arrivata la pronuncia sul ricorso che l’Udinese aveva presentato per chiedere di non omologare il risultato della gara del 9 gennaio contro l’Atalanta, affrontata con la rosa pesantemente decimata dal Covid e poi persa 2-6.

Il giudice Gerardo Mastandrea ha rigettato la richiesta del club bianconero di rigiocare la gara. La società friulana faceva leva sulle condizioni atletiche, psicofisiche e tattiche mortificanti con cui nondimeno si è presentata in campo. Condizioni che a detta dei friulani non soddisfano l’articolo 48, comma 3, delle NOIF, secondo il quale “in tutte le gare dell’attività ufficiale è fatto obbligo alle società di schierare in campo le loro squadre nella miglior formazione consentita dalla loro situazione tecnica”. Inoltre l’Udinese, basandosi sui provvedimenti dell’autorità sanitaria locale, aveva chiesto un rinvio della gara che non è stato concesso a differenza di altre situazioni analoghe e che avrebbe ottenuto di diritto con il protocollo attualmente in vigore. Per l’Atalanta invece il match si è svolto conformemente alle regole. Alla disputa ha preso parte anche la Lega Serie A, che ha sottolineato come il TAR avesse sospeso il provvedimento dell’Asl che aveva disposto il divieto di effettuare sport di squadra e di contatto a tutti i soggetti in autosorveglianza dal 5 al 9 gennaio. Considerando tutto questo, il Giudice Sportivo, lo stesso che aveva inizialmente omologato il risultato della gara, ha respinto le motivazioni delle zebrette, ritenute infondate, e confermato l’originale omologazione del risultato.

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