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Ribéry cuore, anima e…polmoni: 270′ no stop, il derby del francese ai raggi X

Ben 270 minuti tutti d’un fiato e non sentirli. A 38 anni suonati è tanta roba. Diciamo pure tantissima, dato che buona parte di questi minuti sono stati giocati a ritmi molto elevati. Giù il cappello al cospetto di Franck Ribéry, che di questa Salernitana è presto diventato anima, cuore e…polmoni. Anche nel derby di ieri, contro il Napoli, oltre alla capacità di disegnare calcio ha confermato le sue grandi doti umane e di disponibilità nei confronti della squadra. Non a parole, bensì con i fatti. Anzi, con i numeri. E Colantuono non ha tutti i torti: “Speriamo che il Signore ce lo conservi così a lungo, siamo molto aggrappati a lui”.

Lo scatto arriva a 30 km/h

Gli stessi numeri che raccontano dell’ennesima partita ad alta intensità. Contro i cugini napoletani, infatti, il francese ha percorso più di 10 km. Secondo solo al solito Di Tacchio, che ne ha percorso 1 in più. Finita qui? Certo che no. Perchè, nello scatto, Franck ha toccato i 30 km/h. Insomma, un ragazzino. E consultando le HeatMap fornite dalla Lega, si può facilmente notare come sia ampia la fetta di campo coperta dal francese nel corso della gara. Un tuttocampista, più che un trequartista. Ed è a lui che la Salernitana ha consegnato tutte le speranze salvezza.

Tre gare ravvicinate: non accadeva da 5 anni

Nelle condizioni di Ribéry, arrivato a Salerno in ritardo rispetto agli altri, dopo essersi allenato da solo e quindi senza un precampionato con una squadra con annesso ritmo partita, con qualche problema fisico alla caviglia e la carta d’identità certamente non verdissima, sembrava difficile vederlo titolare per tre partite consecutive senza essere sostituito, peraltro nell’arco di otto giorni. L’ha fatto e anche bene. Non accadeva nella sua carriera dal 2016, quando giocò per la verità quattro volte consecutivamente per 90′ a distanza ravvicinata: indossava la maglia del Bayern Monaco e inanellò le partite contro Francoforte (2 aprile in Bundesliga), Benfica (5 aprile in Champions), Stoccarda (9 aprile, Bundesliga) e ancora Benfica il 13 per il ritorno dei quarti della principale coppa europea.

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