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Reggiana valuta ricorso. Avv. Chiacchio: “Soddisfatti per non aver ricevuto -1”

Il primo risultato a tavolino in B a causa del Covid è stato assegnato ieri dal Giudice Sportivo in favore della Salernitana. La Reggiana sta valutando in queste ore se tentare il ricorso alla Corte d’Appello Federale, oppure accontentarsi di non aver preso il punto di penalizzazione. Il parere dell’avvocato Eduardo Chiacchio, che cura gli interessi del sodalizio emiliano, sembra propendere per la seconda ipotesi.

“Siamo soddisfatti, è stata riconosciuta l’eccezionalità del caso. È la prima volta, che io ricordi, che in giustizia sportiva non è stato inflitto il punto di penalizzazione per la rinuncia ad una gara. – ha detto l’esperto di diritto sportivo al quotidiano Il Mattino – Siamo riusciti a dimostrare che si trattava di un caso di natura eccezionale. Certo, non avevamo il documento dell’Asl di cui per esempio era dotato il Napoli: per questo motivo il giudice sportivo non ha accolto in pieno il ricorso. Spetterà alla dirigenza della Reggiana decidere se ricorrere o meno in appello”. La soddisfazione che trapela da queste parole lascia intendere che la società di patron Quintavalli studierà nel dettaglio la sentenza del giudice sportivo, ma potrebbe optare per lasciare il mondo come sta, risparmiando soldi e fatica per ulteriori reclami. Insistere sul discorso delle cause di forza maggiore, infatti, significherebbe ancorarsi sulle norme federali… proprio quelle che prevedono anche il -1. Il rischio di peggiorare la situazione per gli emiliani c’è.

Tutto ciò soprattutto dopo l’assemblea di Lega Serie B che si è tenuta ieri in videoconferenza, a cui hanno partecipato tutte le società e nella quale il presidente Balata ha ribadito il parere del Consiglio Federale, che ha giudicato il regolamento della Lega B conforme ai principi della Figc. La Reggiana, infatti, osservava come esso – nel prevedere il limite di un solo rinvio per contagi da Covid per ciascun team, salvo poi assegnare la sconfitta a tavolino alle successive assenze (ma senza penalizzazione, esattamente quel che si è verificato con la Reggiana a Salerno) – non fosse stato formalizzato anche all’interno delle Noif. Il giudice sportivo ieri ha testimoniato, però, l’eccezionalità del caso. Anche Balata ha confermato che si andrà avanti così fino a fine stagione: brutalmente, il campionato di Serie B deve terminare entro fine maggio, perché successivamente sono in programma gli Europei e molte società (in teoria anche la Salernitana con Gyomber) hanno calciatori in odore di convocazione per la rassegna continentale.

Un sacrificio sportivo per concludere il torneo, anche se se sulla carta chi ha la sfortuna di incappare in contagi di massa viene inevitabilmente penalizzato con sconfitte come è accaduto alla Reggiana. In quest’ottica, il protocollo rigido è confermato, così come gli appelli ai monitoraggi continui e ai comportamenti responsabili da parte dei componenti dei gruppi squadra. Del resto, la Serie B deve assolutamente evitare quanto sta accadendo in Serie C. Come è noto, ogni lega professionistica ha adottato un diverso regolamento per la gestione di eventuali rinvii in casi di numerose positività al Coronavirus. La terza serie è quella che maggiormente può permettersi di aspettare, rinviare o spalmare eventualmente anche a giugno le partite, non avendo necessità di terminare prima dell’inizio degli Europei: una scelta che privilegia il giudizio supremo del campo, ma se si tira la coperta da un lato, poi si rischia di scoprire l’altro. In C sono tantissime le squadre che devono recuperare più di una partita, con classifiche giocoforza non veritiere oggi e il dovere di recuperare i match affastellandoli in periodi ristretti. Un esempio: nel girone A ben 4 squadre hanno due partite in meno, 8 una da recuperare. Nel girone B nove team hanno una gara in meno, mentre l’Arezzo di Cerci – fanalino di coda – ne ha addirittura tre da recuperare ed è sceso in campo l’ultima volta il 31 ottobre, rinviando le tre partite successive. È nel gruppo C però che il puzzle è davvero critico: in 11 giornate, il Bisceglie ha giocato solo 6 partite, Casertana, Monopoli, Vibonese e Avellino solo 8, Catania, Viterbese e Palermo 9 (i rosanero hanno disputato due gare rispettivamente con 12 e 14 giocatori disponibili) e soltanto cinque squadre hanno disputato regolarmente le 11 gare finora calendarizzate.

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