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VIDEO. Rabbia all’Arechi, striscione contro la squadra e tentativo di invasione. Assenti Lotito e Mezzaroma

“Mercenari, indegni rappresentanti della nostra maglia, ora andate via da Salerno”. Si chiude con questo striscione, esposto a due minuti dal novantesimo in curva sud, la gara tra Salernitana e Cosenza. Dopo il sostegno offerto per 88′ dal pubblico, scoppia la rabbia. E poco dopo, segna pure il Cosenza per l’1-2. Gelo sull’Arechi, gioiscono i tifosi ospiti. Dall’altro lato, fischi e cori contro la squadra nel finale, con un tentativo da parte degli ultras presenti in curva di sfondare la porta di accesso al terreno di gioco. “Tornerete in Serie C”, al triplice fischio finale, ha risuonato in curva nord. Tutto, senza Lotito e Mezzaroma sugli spalti.

Eppure una parte della Curva Sud aveva deciso di cambiare ancora rotta e sceglie di incitare la squadra fin dal 1′ in occasione del delicatissimo match col Cosenza. Un vero e proprio diluvio fino a dieci minuti prima dell’inizio del match, poi Giove Pluvio si mostra clemente e quantomeno alleggerisce la precipitazione di acqua, consentendo ai temerari accorsi ugualmente all’Arechi di potersi sistemare anche nei settori superiori, pur sempre incappucciati o muniti di ombrello. Il dato spettatori parla di 5569 presenti, di cui 1683 abbonati (3886 i tagliandi complessivamente venduti, non specificati gli accessi effettivi). Dunque, quasi tremila titolari di abbonamento hanno deliberatamente optato per non recarsi allo stadio.

Fuori, invece, si è recato – per rimanerci – anche stasera un gruppo composto da un centinaio di persone appartenenti ai gruppi ultras che hanno optato di proseguire sulla strada della diserzione e della protesta nei confronti di proprietà e dirigenza, contro cui sono stati lanciati ripetuti cori all’esterno della curva sud. Alla vigilia del match era stato soprattutto il gruppo Ums, attraverso la propria pagina Facebook, a dare appuntamento alle 20 davanti alla curva, al grido di “coerenza e dignità, a difesa della nostra città”.

Decibel subito molto alti all’interno dell’impianto nei primi minuti di gara, nonostante gli ampi spazi vuoti vuoti. Cori per la squadra – invitata a tirare fuori gli attributi anche nell’intervallo, col Cosenza avanti – e sfottò fisiologici all’indirizzo dei “colleghi” sostenitori cosentini, accorsi in massa a Salerno (662 in curva nord, nda) nonostante l’obiettivo salvezza già aritmeticamente raggiunto dai rossoblu. In settimana, avevano chiesto alla squadra di onorare la gara e dare il massimo contro i rivali sportivi di Salerno. Tutto tranquillo, sotto il profilo dell’ordine pubblico: strade chiuse fin dalle 18:30 attorno al perimetro dell’Arechi e presidiate dalle forze dell’ordine, nessun contatto (neppure cercato) tra le tifoserie. Anzi, dopo gli insulti “di rito” su ambo i fronti pure il bel gesto degli ultras granata a inizio partita, con l’esposizione di uno striscione in memoria di Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza morto nel novembre 1989 in circostanze tutt’ora misteriose: gli inquirenti archiviarono la cosa inizialmente come suicidio, ma la riapertura delle indagini ha mostrato più di una crepa su questa ipotesi. “Tra depistaggi e falsità, da trent’anni in attesa di verità. Giustizia per Denis Bergamini”, il testo dello striscione (foto in alto) comparso al 6′ nella parte inferiore della curva sud. Applausi e cori per Bergamini, di conseguenza, nel settore ospiti. Dove, mentre in campo si disputava l’ultimo minuto della prima frazione, è scoppiata anche una lite tra stessi tifosi rossoblu, spenta in un paio di minuti. La causa è da ricercare in un petardo esploso pochi secondi prima, probabilmente troppo vicino ad un gruppo di persone che non l’ha presa benissimo.

Il vantaggio del Cosenza ha contribuito a mettere un po’ di apprensione nel pubblico, con un abbassamento del volume del tifo. A inizio ripresa, uno striscione in tedesco nella parte inferiore della curva sud (tradotto, “115 anni di storia, congratulazioni fratelli”), riferito alla torcida dello Schalke 04 che intrattiene rapporti di amicizia con quelli campani. Chi ha scelto di sostenere la squadra per l’ultima casalinga della regular season ha provato a farlo con generosità: urlo di liberazione al gol del pareggio siglato da Rosina dopo una rocambolesca azione. L’1-1 ha ridestato le speranze sugli spalti. Fischi per l’ex Sciaudone al suo ingresso in campo, poi trepidazione fino alla fine.

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