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Parla Milan: “Vendita non sull’agenda. Petrachi? Deluso. Fiducia a Raffaele, vogliamo regalare la B ai tifosi”

Il presidente della Salernitana Maurizio Milan ha rilasciato una lunga intervista a Il Mattino. L’ex amministratore delegato ha tirato le somme di un anno che ha visto i granata retrocedere dalla Serie B alla Serie C: “Il lascito è dare spazio a nuove energie e persone che affiancano il club totalmente rifondato per la parte sportiva e parzialmente nell’area manageriale. Sono in totale sintonia con l’ad Pagano. Ci sono stati chiacchiericci di dissidi: non è così. Unità d’intenti su tutto. Dare rinnovamento e lasciare autonomia, in questo percorso di rinnovamento: ecco la nostra eredità. La lezione del passato – imparata – è affidare l’area sportiva a persone esperte della categoria nella quale si milita. Qui a Salerno, le sperimentazioni non vanno bene. Faremo di tutto per salire di categoria“.

Milan ha rassicurato i tifosi granata sull’impegno della società nel calciomercato invernale e per raggiungere la cadetteria: “Questa squadra sarà puntellata da titolari: non faremo innesti di giocatori non pronti a gennaio. La Salernitana lotterà fino alla fine per la B. Ovviamente ne passa una e poi ci sono i playoff. Noi puntiamo al massimo e poi si vede: la rinforziamo per arrivare fino in fondo“.

Il presidente dei granata ha parlato anche delle dichiarazioni di Gianluca Petrachi sulla sua esperienza a Salerno: “Bilanciare e vincere non è impossibile. La proprietà non si è mai sottratta: due settimane fa, c’è stato aumento di capitale per 20 milioni. Sono molto dispiaciuto per le dichiarazioni di Petrachi. Sono deluso dal suo inciso che ho trovato fuori luogo. Ha detto che non c’erano i presupposti e che è stato scelto dalla Brera Holdings. Non è così. Brera, la scorsa estate, era uno degli interlocutori per un ingresso come socio – sottolineo – di minoranza. Stoppammo subito il discorso a luglio. L’ex ds si presentò con promesse importanti e con l’obiettivo di ridurre i costi. Aveva ben presente la situazione che doveva affrontare. Per onestà intellettuale, gli dissi anche che stavo dialogando con Brera Holdings, ma non c’entra nella designazione del ds”.

Milan ha commentato anche la versione sul calciomercato data dall’attuale direttore sportivo del Torino: “Dia, Tchaouna, Iannoni e Bohinen erano stati ceduti dal sottoscritto, prima che lui arrivasse. La vendita sua, quindi le operazioni che ha portato a termine, è stata di 10 milioni e 750mila euro. Per queste operazioni targate Petrachi, abbiamo pagato 600mila euro di commissioni. A causa della retrocessione in B abbiamo avuto svalutazione di cartellini per 3.5 milioni. Ci sono state, invece, plusvalenze per 1.9 milioni. Sono stati risparmiati stipendi per 13.5 milioni. Petrachi ha effettuato 20 operazioni: 10 definitive e 10 a titolo temporaneo. Per nessuna c’è stata intromissione, invasione di ruoli. I prezzi di acquisto sono stati 3 milioni e 650mila euro. Incentivi all’esodo per 1.2 milioni. Intermediazioni per gli acquisti 1 milione e 560mila euro. Gli emolumenti riconosciuti ai calciatori sono stati 19 milioni. Di questi 19, però, 2.5 milioni sono stati dati allo staff tecnico che né io né il patron Iervolino abbiamo imposto, piuttosto accolto. Nessuno ha interferito sull’esonero di Martusciello e sulla scelta di Colantuono. Per stipendi, eravamo posizionati al 3° posto nel ranking di B. Sento dire che c’è stata interferenza. Sento dire che “questa è storia”. Beh, dico che è una brutta storia, manipolata. Sarà possibile riscontrarlo leggendo i bilanci, che sono pubblici. Certo, se ci mettiamo dentro Dia e compagnia, i numeri sono diversi…“.

Il presidente della Bersagliera ha anche raccontato il rapporto tra Iervolino e il ds: “Bisogna contestualizzare. Iervolino ha detto di “Subire”, perché Petrachi aveva un carattere irruento e su alcune trattative non c’era dialogo. A differenza di quanto avviene con Faggiano. Non c’è intromissione, sia chiaro. Adesso c’è, però, una partecipazione intesa come spiegazioni su alcune scelte: perché prendo attaccante x anziché y. Faggiano affianca, è dentro il club, è vicino all’allenatore, vive con la squadra, è dentro le dinamiche”.

Fino a questo momento la società targata Iervolino ha cambiato direttore sportivo cinque volte: “Non siamo brucia-direttori. Abbiamo cambiato il secondo Sabatini perché c’era anche un problema di salute. Durante il primo Sabatini, c’è stata una parentesi di litigiosità – resa anche pubblica – dentro una storia bella e intensa, forse unica in Italia. De Sanctis, ds troppo giovane, ha forse pagato l’inesperienza. Con Petrachi volevamo dare uno scossone. L’intento della proprietà è sempre benevolo e non speculativo. Prova ne è l’immissione di 140 milioni versati nel club, durante tutta la gestione”.

Milan non ha nascosto l’affetto per la Salernitana: “Legato passionalmente al club, soffro anche quando non posso essere allo stadio. Sono partecipe al 100%. C’è una nuova linea manageriale ed è giusto che incida. Pagano sa che una spalla e un punching ball a disposizione ce li ha sempre“.

Rassicurazioni sulla proprietà targata Iervolino: “Gli interessi per la Salernitana ci sono sempre, ma Iervolino è saldo e solido al timone. 20 milioni di immissione di capitale non li ha prescritti il medico: dal momento che c’erano le casse comunque positive, avrebbe potuto anche gestire se avesse immaginato un disimpegno. Inutile che battiamo sul chiodo: la vendita della Salernitana non è proprio sulla nostra agenda. Il club è in buone mani con un ds capace e un ottimo ad“.

Al Tas pende la sentenza Ederson, ballano 1.7 milioni di euro: “Siamo tranquilli: abbiamo un ottimo staff legale. Dal punto di vista economico, mentirei se dicessi che subirla o non subirla sarebbe la stessa cosa. Non sposterebbe, però, l’equilibrio finanziario sulla sostenibilità sana del club“.

Non solo calcio, ma anche questione infrastrutture: “So che c’è stata apertura del cantiere, è avviato. Il punto lo faremo ad inizio 2026. Da informativa sappiamo che avremmo iscritto la Salernitana al prossimo campionato indicando il Volpe nei criteri infrastrutturali. Ho notizie di 15mila posti, il criterio fondamentale per uno stadio in Serie A. Questo poi lo valuteremo con la Regione. Non so se sia possibile implementare o meno, ma sarebbe un happy problem. Andiamo prima in B. Sul tema Puma? Preferisco che sulle cose più tecniche e su questo aspetto si esprima l’ad. Altrimenti farei invasione di campo“.

Massima fiducia a Raffaele da parte della società: “L’attuale monte ingaggi rasenta i 5 milioni. Raffaele in questo momento non è in discussione. È stato scelto dal ds, supportato da tutti noi. Se guardo alla storia passata, dico che il repentino cambio dell’allenatore ha portato a due brutte retrocessioni. Certo, vorremmo essere primi e nessuno è contento di essere terzo. Però momenti di flessione li hanno avuti tutti, dunque meglio adesso che in primavera“.

Alla fine dell’intervista, Milan ha parlato del “regalo” da fare ai tifosi: “Più che il regalo di Natale, che può essere fine a sé stesso, i tifosi meritano di ricevere il regalo a fine campionato, quando speriamo di essere promossi in B. L’esperienza insegna che poi magari arriva il grande nome e si blocca dopo 4/5 giornate. Dobbiamo vivere di sano realismo e pragmatismo. Gli addii di Fusco e Nunziata sono scelte tecniche nelle quali non entro“.

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