DONNARUMMA 4,5 al primo tiro è già palla nel sacco, una preoccupante costante. La conclusione di Di Paolo è sicuramente angolata, ma nell’occasione il numero uno granata non brilla per reattività. Attento su Valente, capitola ancora su Contini dal limite dell’area. Non s’intende con Golemic, Frisenna lo grazia. Fuori posizione sul 3-1 di Candiano, chiude su Pacciardi.
LONGOBARDI 5 salva capra e cavoli con una chiusura disperata su Contini, pronto a presentarsi a tu per tu con Donnarumma. La combina grossa al 19′ quando anziché rinviare rischia un controllo volante, Valente gliela sfila e trova la conclusione in porta. Resta negli spogliatoi all’intervallo. Dal 1’ st ARENA 4 esordio disastroso anche per lui. Dopo venti minuti di angosce va sotto la doccia per uno sconsiderato intervento in ritardo nella metà campo avversaria su Frisenna.
BERRA 4,5 rischia subito anche lui la frittata. Non s’intende con Donnarumma, sbaglia il rilancio e Di Paolo per poco non fa doppietta. Nella ripresa trasloca a destra ma non va meglio, anzi. La difesa fa acqua da tutte le parti, non proprio l’esordio che sognava.
GOLEMIC 4,5 pasticcia palla al piede, se la fa sfilare e si becca il giallo. Rischia sbracciando su Contini che stramazza al suolo, Ubaldi non abbocca. Si fa beffare da Frisenna che però spreca e non chiude il match. In continuo affanno.
VILLA 4 inizio shock, Di Paolo lo punta, se la porta sul sinistro e trova l’angolino. Un errore imperdonabile da un giocatore della sua esperienza, evidentemente frutto di una preparazione alla gara non all’altezza. Ha enormi responsabilità anche sul secondo gol. È in vantaggio sul pallone, non appoggia a Donnarumma né spazza. Puzone gliela sfila via, Contini trova l’angolo. Protagonista negativo anche nell’azione da cui scaturisce il corner del 3-1. Se vien meno anche una delle poche certezze, c’è ben poco da stare allegri.
TASCONE 4,5 rischia grosso in area di rigore con un goffo intervento, colpisce di testa e la spalla gli sbatte sul braccio. Il Siracusa chiama la review, Ubaldi fa proseguire. Assiste quasi inerme al viavai di maglie azzurre che gli sfilano davanti. Dal 10’ st DE BOER 5 entra a gara già abbondantemente segnata. È sul mercato e lo si intuisce, l’approccio alla contesa sembra già quello di un ex.
CARRIERO 4,5 parte nei due davanti alla difesa, scelta azzardata e l’undici di Turati ci va a nozze. Raffaele vede maglie azzurre sbucare da tutte le parti e corre ai ripari riportandolo in posizione più avanzata. Ci prova in spaccata su bella azione di Capomaggio. Esordio negativo. Dal 10’ st IERVOLINO 6 generoso, sfiora il 3-2 ma timbra la traversa.
FERRARIS 4,5 in ritardo sul bel cross di Achik. Un ectoplasma che vaga svogliato per il campo. La sua gestione, nel suo momento migliore della stagione, l’apice della schizofrenia di una gestione tecnica che ha fatto e continua a fare tanti danni. Dal 21’ st BONCORI 5,5 può poco o nulla nel marasma generale.
CAPOMAGGIO 5 parte trequartista, ma dopo una decina di minuti Raffaele lo riporta davanti la difesa. Si sveglia dal torpore nel recupero del primo tempo con una delle sue percussioni. Affonda insieme ai compagni.
ACHIK 6 ci prova dalla distanza e non va lontanissimo dal gol. La staffetta con Villa stavolta non funziona, per cui si mette in proprio e fa tutto da solo. Nel recupero del primo tempo riapre il match con una bella giocata personale. L’unico a salvarsi nel disastro generale.
FERRARI 5 sfiora il pari in avvitamento. Non è al meglio e si vede, ma è comunque costretto a sacrificarsi vista la penuria di alternative. Dal 28’ st MATINO s.v.
ALL. RAFFAELE 3,5 anno nuovo, vita vecchia. Appena sessanta secondi e la Salernitana è già sotto, frutto di un approccio al match presuntuoso e supponente e che rispecchia appieno la gestione tecnica di una squadra che non riesce proprio a correggere i suoi difetti. Lancia subito nella mischia i due neoarrivati Berra e Carriero, Capomaggio parte addirittura trequartista. Il Siracusa imperversa, il centrocampo non fa filtro e i due malcapitati terzini finiscono nel tritacarne dei brevilinei esterni di Turati. La gestione delle chiamate all’FVS è all’insegna dell’inutile isteria, entrambe le card sprecate già nel primo tempo in due circostanze in cui appariva palese non si potesse riuscire a cavare un ragno dal buco. Nella ripresa inserisce Arena nel tentativo di dare maggiore equilibrio, ma l’approccio è ancora peggiore del primo. I cambi aggiungono confusione a confusione, l’inferiorità numerica spegne ogni possibile velleità. La Salernitana affonda sull’isola di Ortigia e non sfrutta il mezzo passo falso del Catania. Ma soprattutto (ri)palesa limiti mentali, tecnici, strutturali e gestionali che impongono scelte radicali e nette oramai non più procrastinabili.