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Pagellone Salernitana-Roma: Tchaouna a intermettenza, i nigeriani si nascondono

OCHOA 6. Mai impegnato nel primo tempo, capitola su rigore. Incolpevole sulla rete di Pellegrini.

PIEROZZI 6,5. Nell’inedito ruolo di braccetto della difesa a tre se la cava benone, sebbene la disabitudine sia lampante. Ingenuità nel fallo (da ammonizione) sul finire di primo tempo ai danni di Cristante. Un po’ frettoloso in alcune circostanze. (dal 33′ st ZANOLI 6,5. Subito in partita).

GYOMBER 6,5. Essenziale. Non semplice marcare Lukaku, fisicamente meglio piazzato. Abbandona la contesa per un problema muscolare. (dal 28′ st LOVATO 6. L’ultima in granata con la testa giusta. Non sfigura al cospetto del gigante belga in marcatura. Rimedia proprio su di lui a un erroraccio in disimpegno nel recupero).

DANILIUC 7. Al passo d’addio: andrà al Salisburgo. Comunque in partita, roccioso, voglioso di salutare positivamente. Sempre sull’uomo, sempre pulito anche con mestiere.

SAMBIA 6. Titolare un po’ a sorpresa, preferito al nuovo acquisto Zanoli. Diligente, dalle sue parti gira El Shaarawy e si prodiga in fase difensiva. Qualche sbavatura nello smistamento dei palloni e negli scambi offensivi, quando chiamato in causa. Se non altro, non gli manca la generosità. (dal 16′ st MARTEGANI 5. Una giacchetta di cotone al Polo Nord. Impatto inconsistente).

MAGGIORE 6,5. Mezzo voto in meno per quel braccio largo. Letture e interventi importanti in fase di interdizione. Tra i migliori fino allo sfortunato episodio del rigore: trattenuto un po’ alle spalle da Mancini, va detto, è stato ingenuo a non controllarsi toccando il pallone con la mano. Non si scoraggia e riprende a fare quel che aveva fatto in precedenza anche quando Inzaghi passa al 4-2-3-1.

BASIC 6,5. Il “suo” derby, da fresco ex laziale. Bene nell’aggressione, attende qualche secondo di troppo nei passaggi decisivi. Il suo riferimento è Bove, che non tocca palla. Utilissimo nella doppia fase, sembrava avere ancora benzina nel serbatoio quando Inzaghi lo tira fuori. E il pubblico insorge. (dal 16′ st KASTANOS 7. Ha una voglia di spaccare il mondo e si vede, nonostante una condizione non al top altrettanto evidente. Perfetto nell’inserimento di testa per l’1-2).

BRADARIC 7. Ordinato nel fluttuare tra Dybala e Karsdorp, per mezzora resta rintanato nella sua metà campo. Alla prima affacciata, impegna seriamente Rui Patricio. Corre per tutta la partita, rintuzza, mette toppe e poi cerca di ribaltare.

CANDREVA 7. Sente la partita come nessun altro, da romano con un particolare legame con il colore biancoceleste. Attacca la profondità, si candida a ricevere lanci dalle retrovie, a guidare le ripartenze offensive. Avrebbe meritato miglior sorte il destro a giro del 24′ dopo il tunnel a Bove. L’ultimo a mollare, l’unico a creare sempre grattacapi agli avversari, l’unico a cercare qualche furbata.

TCHAOUNA 6. Subito molto pimpante ma è fumo perchè manca la ciccia. Si muove tantissimo, cerca il dialogo nello stretto. Lanciato in porta dopo la mezzora, però, si emoziona e calcia tra le braccia del portiere. Qualche strafalcione pure nel secondo tempo, con scelte sbagliate. Non segue Pellegrini sul raddoppio giallorosso, però poi confeziona l’assist che fa accorciare le distanza.

SIMY 4,5. Ciabattone in avvio contro Llorente in area. Non riesce a difendere palloni e a far salire la squadra però si danna e arpiona qualcosa di interessante nel primo tempo. Poca roba. Nel secondo ciondola per il campo. Al quarto d’ora salta scoordinato e si divora il possibile pareggio. Esce subissato dai fischi. (dal 28′ st IKWUEMESI 4,5. Entra e gioca a nascondino).

ALL: INZAGHI 5. I complimenti contro le big non fanno classifica. Contro una Roma tutt’altro che galattica si poteva e doveva fare risultato. Opta per un 3-4-2-1 versatile, rischia Pierozzi braccetto e si congeda da Daniliuc, destinato alla cessione, dandogli una maglia da titolare. Anche con Lovato sarebbe stata la stessa cosa. Non proprio convincente la scelta di affidarsi a Sambia (comunque autore di una prova sufficiente) piuttosto che al più arrembante Zanoli. Approccio comunque giusto, squadra aggressiva e volitiva ma con intelligenza, senza pressing scriteriato. Attesa sì, però senza far avvicinare troppo la Roma all’area di rigore. Dopo il primi 25′ di rispettoso studio, i suoi aumentano i giri del motore ed anche grazie a una spinta dell’Arechi che raramente si era vista in stagione, alzano il baricentro costringendo Rui Patricio a diversi interventi. Avrebbe meritato il vantaggio e invece la Salernitana si scioglie. Nella ripresa capitola subito dagli undici metri, accusa il colpo. Probabilmente non puntuale la decisione di sostituire Basic, uno dei migliori. Mette dentro Martegani e passa a un 4-2-3-1 che disorienta in fase difensiva: Pierozzi stringe e Tchaouna non segue Pellegrini per il raddoppio della Roma che è un mix di ingenuità, letture sbagliate ed inesperienza. Ma Kastanos, altro subentrato, la riapre. Il problema è che non c’è la forza, il peso, l’astuzia di raddrizzarla.

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