Dieci giorni all’inizio ufficiale del calciomercato, l’1 luglio comincerà la “fiera dei sogni” e da quel giorno sarà possibile depositare i primi trasferimenti della stagione 2026/2027. Ma sarà anche l’inizio dell’effettivo nuovo salary cap imposto dalla Lega Pro del presidente Matteo Marani a tutte le società partecipanti al campionato di terza serie, l’anno scorso introdotto in via sperimentale e da quest’anno obbligatorio.
La norma vale ovviamente anche per la Salernitana, che nei nuovi contratti dovrà fare attenzione a non superare i limiti imposti. La norma prevede che si possono corrispondere ai propri calciatori emolumenti lordi il cui ammontare complessivo non superi nel corso della stagione il 50% del valore della produzione che la stessa società è in grado di generare. Dal 2027/2028 la percentuale scenderà al 45%. Sono compresi anche premi individuali o collettivi ed incentivi all’esodo da corrispondere nella stagione sportiva di riferimento, con esclusione dei premi pattuiti per il conseguimento della promozione al campionato di categoria superiore, quelli per il raggiungimento di un determinato numero di gol realizzati da un calciatore o dalla squadra nel suo complesso, quelli per ciascuna gara conclusa senza subire gol. In pratica, se una società è più ricca (perché incassa di più ai botteghini, con gli sponsor, il merchandising, oppure può contare sugli aumenti di capitale della proprietà che pure possono essere iscritti come valori in aumento del valore della produzione), può permettersi di pagare di più i suoi calciatori ma deve dimostrarlo. Questa regola particolarmente caldeggiata da Marani ha l’obiettivo di rendere il campionato più equilibrato e di provare a limitare le spese folli fatte da società all’azzardo, che non possono permettersele e che puntualmente, fallito l’obiettivo, finiscono in liquidazione e non possono più onorare i loro impegni, soprattutto a campionato in corso.
La Bersagliera ha una proprietà che non ha mai messo in dubbio pagamenti puntuali e stabilità. Il bilancio al 30 giugno 2026, chiaramente, deve ancora essere chiuso e il valore dovrà essere indicato tra più di due mesi, ma non ci saranno problemi in vista. Per guardare al precedente dell’anno scorso con la norma pienamente rispettata, gli unici numeri oggi disponibili sono quelli dello scorso bilancio al 30 giugno 2025, appunto, che indicava un valore della produzione di 39,8 milioni (clicca qui per leggere) per la Salernitana. I dati diffusi dalla Lega stessa hanno collocato l’anno scorso il club di patron Iervolino al terzo posto nel girone C per monte ingaggi (clicca qui per leggere) pari a 10,6 milioni, quindi di molto “dentro” alla norma, senza pericolo di sforamento. Se il valore della produzione risultasse lo stesso anche al 30 giugno 2026, la società potrebbe spendere fino a 19 milioni per il suo monte ingaggi. Ma il valore comunque prevedibilmente sarà più basso, perché i numeri al 30 giugno 2025 erano riferiti al campionato di Serie B, con introiti maggiori, quindi anche il limite massimo si abbasserà.
Come funziona la dichiarazione dei valori alla Lega? Entro il settimo giorno successivo alla data di chiusura del calciomercato, i club devono depositare presso la Lega Pro apposito prospetto su cui deve essere indicato l’ammontare del valore della produzione al 30 giugno 2026, abbinando anche copia del bilancio (riferimento unico è il conto economico della stagione 2025/26) per consentire le verifiche degli organi di riferimento: la Lega Pro, infatti, procederà con cadenza mensile al monitoraggio sul rispetto del rapporto tra monte ingaggi e valore della produzione. Nel caso di sforamento saranno sanzionate le società con multe pari al 15% dello sforamento netto, qualora la percentuale del rapporto tra totale stipendi e valore della produzione resti entro il 70%; le multe saliranno al 20% dello sforamento netto, invece, qualora la percentuale sia superiore al 70%.
La regola del tetto salariale si concentra anche sui singoli contratti dei calciatori che non dovranno superare i 9500 euro mensili o i 13500 se si considerano le parti variabili. Non saranno sottoposti al salary cap gli accordi sottoscritti prima del 1 luglio 2025, i prolungamenti di contratto conseguenti all’esercizio di un obbligo di trasformare la cessione temporanea in definitiva con riferimento ad operazioni già depositate al 10 giugno 2025, i prolungamenti o le variazioni di contratti di conseguenti all’avveramento di opzioni già depositate alla data del 10 giugno 2025. La Lega Pro monitorerà anche gli emolumenti dei singoli e irrogherà sanzioni pari al 15% dello sforamento, se si superano i 9500 mensili ma non gli 11500 euro mensili (16500 se si considerano le parti variabili), le multe saliranno al 20% dello sforamento in caso di superamento degli 11500 mensili o dei 16500 mensili con i premi.