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Moviolone Salernitana-Cagliari: Di Bello quasi perfetto, ok review sul rigore rossoblu

Ha sfiorato la perfezione Marco Di Bello nella direzione di Salernitana-Cagliari, probabilmente la gara più calda della 36^ giornata di Serie A. Nel primo tempo non si percepisce affatto la tensione di un match fondamentale per il destino di tutte le squadre che combattono per la permanenza in massima serie. La partita è corretta e l’arbitro di Brindisi può gestirla con tranquillità, senza neanche dover mettere mai mano ai cartellini.

Ripresa incandescente

Tutt’altra storia nella ripresa, quando anche il cronometro è un fattore nella testa dei giocatori in campo. Gli animi si scaldano al 10′ con il giallo, pesante, preso da Bohinen per aver interrotto irregolarmente il break di Grassi. Ammonizione pesante perché il norvegese era uno dei diffidati in campo e salterà quindi la gara contro l’Empoli. Protesta per questo la panchina granata che forse recrimina un intervento precedente dato che fallo e ammonizione erano sacrosanti, ma il team manager Sasà Avallone contesta con tale veemenza da guadagnarsi anche lui un giallo. Al 17′ viene invece ammonito Pavoletti che entra male su Lassana, qui Di Bello fischia con un po’ troppa fretta, perché intanto Verdi era ripartito molto pericolosamente e il fischietto pugliese avrebbe potuto concedere vantaggio e ammonire il centravanti cagliaritano alla prossima interruzione di gioco.

Episodio chiave al 20′ con il doppio numero di Kastanos in area rossoblù, Lovato gli tocca la punta del piede e Di Bello, con la visuale molto chiara, non ha dubbi nel fischiare immediatamente rigore. Il contatto viene sicuramente accentuato molto dal cipriota, ma è netto e il rigore viene confermato anche dal Var Mazzoleni, che non può revocare la decisione sul campo, comunque giusta. Dal dischetto Verdi non sbaglia, nonostante i tentativi di Cragno di infastidirlo e distrarlo che gli costano il giallo. Ma l’esultanza del dieci sotto la tribuna dell’Arechi disturba la panchina del Cagliari e i calciatori che si stavano scaldando da quelle parti, generando un grosso parapiglia di cui i principali responsabili sarebbero Ribery e e l’ex Radunovic, entrambi espulsi. Al 39′ l’appena entrato Zortea spende un giallo per fermare la manovra dei sardi che avevano eluso il primo pressing dei padroni di casa, mentre al 42′ Radovanovic viene ammonito per le plateali proteste dopo il fallo (inesistente) fischiatogli ai danni di Joao Pedro. Al 45′ Keita reclama per un contatto con Mazzocchi in area di rigore, ma il senegalese si lascia cadere senza nessun incrocio di gambe, solo una leggera spallata del terzino che per l’arbitro e non solo è assolutamente regolare. Altro episodio chiave è al 47′, con il rigore prima concesso e poi revocato al Cagliari. Di Bello infatti aveva giustamente visto l’intervento irregolare col braccio di Sepe su Baselli, fischiando anche in questo caso immediatamente e con autorevolezza nonostante il fattore timer. Però il direttore di gara non si era accorto che il portiere granata non era riuscito a trattenere precedentemente il pallone perché vittima di un fallo di Lykogiannis, il quale aveva colpito la sua mano sinistra con un calcio dopo che l’estremo difensore aveva già bloccato il pallone. Il Var discute a lungo con l’arbitro, che alla fine decide di andare a rivedere le immagini a bordo campo e gli servono pochi fotogrammi per ritornare sulla propria decisione.

Intanto sono passati praticamente così tutti i sei minuti di recupero inizialmente concessi, per cui l’injury time viene allungato fino al 100′. I primi secondi del recupero prolungato vengono persi grazie a Perotti, che viene perciò ammonito. Un giro di lancette dopo finisce sul taccuino dei cattivi anche Gyomber, troppo ruvido nell’uscita alta. Un’unica valutazione errata quindi durante tutto il corso della gara per l’internazionale Di Bello, che si era fatto sfuggire un dettaglio fondamentale a velocità normale, in cui bisogna ammettere che Sepe sembra provare a controllare in due tempi il pallone lasciandoselo sfuggire, ma il controllo certosino dell’azione da parte di Mazzoleni e Meli in sala Var vi ha potuto porre rimedio.

 

 

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