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Moviolone Cremonese-Salernitana: Guccini inadeguato, manca penalty solare ai granata

Da Di Bello a Guccini. Cambiano i campionati, le stagioni ed i protagonisti in campo, resta la (casuale?) costante: gli incroci tra i granata e le squadre allenate da Andrea Mandorlini sono sempre condizionati da dubbie interpretazioni arbitrali. Sullo 0-0 finale tra Cremonese e Salernitana pesa come un macigno la scellerata direzione del signor Francesco Guccini di Albano Laziale, protagonista di un arbitraggio mediocre, incoerente e da un atteggiamento al limite della supponenza e della presunzione.

Partiamo dalla fine, vale a dire da quanto accaduto nei convulsi quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro. Al 92′ la Salernitana reclama un sacrosanto penalty. Casasola scodella una palla d’oro a centro area, Djuric usa bene il corpo e prende tempo e posizione a Kresic. L’ex Avellino dapprima tampona, successivamente abbraccia e frana addosso al centravanti granata che cercava l’impatto con la sfera. Calcio di rigore solare non assegnato dall’arbitro Guccini tra lo stupore generale e le vibranti proteste della panchina granata.

Non contento, al 94′ ed oltre il recupero l’arbitro concede il bis. Calcio di punizione per la Cremonese per un fallo tattico di Gigliotti a metà campo (giusto il giallo), sulla battuta di Migliore il grigiorosso Terranova ostacola irregolarmente Schiavi. Giusto un attimo prima che il pallone arrivi sui piedi di Carretta che da pochi passi grazia Micai. Fallo netto non ravvisato da Guccini che manda su tutte le furie il capitano granata. Proteste vibranti, probabilmente eccessive ed anche ingenue visto che l’arbitro aveva già decretato il triplice fischio finale. Risultato? Rosso diretto e rischio stangata in arrivo dal giudice sportivo per Schiavi.

Neppure nei novanta minuti regolamentari l’interpretazione di Guccini aveva convinto appieno. Già all’8′ manca un giallo a Greco che da terra sgambetta Di Tacchio dopo essere stato ostacolato dallo stesso Guccini. Al 18′ a protestare è la Cremonese: Odjer commette fallo tattico su Castrovilli, Guccini ferma il gioco per ammonire il ghanese anziché concedere il vantaggio a Perrulli. Al 24′ manca un corner alla Salernitana, Claiton tocca per ultimo il pallone in chiusura su Castiglia.

Al 32′ pretestuoso reclamo di Odjer per un inesistente fallo di mano di Croce in area di rigore grigiorossa, l’ex Empoli respinge la conclusione del numero sei granata sulla schiena. Al 37′ altro calcio d’angolo solare non concesso alla Salernitana: Radunovic esce a farfalle e con i pugni svirgola la palla che termina oltre la linea di fondo. Guccini ravvisa un inesistente tocco di Vuletich, giustamente incredulo. Al 38′ della prima frazione altro contatto dubbio tra Schiavi e Paulinho. Il difensore granata allarga il braccio nel tentativo di ostacolare l’avversario che al minimo contatto stramazza al suolo. Ne consegue un pericoloso calcio di punizione dal limite, non sfruttato dall’ex bomber del Sorrento.

Nella ripresa al 53′ Guccini ammonisce Di Tacchio. Giallo fin troppo severo considerato che l’ex Avellino cerca l’anticipo su Greco, non trova il pallone e travolge l’avversario. Normale contrasto di gioco senza alcuna particolare cattiveria. Al 60′ altra cervellotica decisione di Guccini. Fallo di mano volontario di Perrulli per arrestare un’azione della Salernitana, incredibilmente l’arbitro decide di non sventolare il giallo all’ex granata. All’82’ altro fallo di mano di Arini sul tentativo di sombrero di Jallow, ma l’ex irpino cerca di proteggersi il volto e stavolta può starci la mancata ammonizione.

Il resto è storia nota. La Salernitana reclama un calcio di rigore che avrebbe cambiato il volto della partita e le proteste finali, con Colantuono vis a vis a chiedere spiegazioni a fine gara. Guccini resta di ghiaccio, impassibile, con lo sguardo perso nel vuoto senza proferire verbo. Qualcuno dovrà pur dare una spiegazione ad un errore marchiano che ha pesantemente condizionato l’esito del match. Dinanzi ad episodi del genere, l’introduzione della VAR anche in Serie B si rende necessaria, urgente e non più procrastinabile.

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