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L’intervento della politica nel caos Salernitana, Gravina: “De Luca unico interlocutore”

La politica si è mossa (forse tardivamente) per la questione Salernitana. Lo ha confermato il presidente della Figc, Gabriele Gravina, nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio Federale di questo pomeriggio (clicca qui per rivivere la giornata da Roma) ribadendo che “in questi giorni in tanti si sono preoccupati della vicenda, anche a livello politico”. L’unico a muoversi concretamente, però, sarebbe stato il governatore della Regione Campania. “Gliene devo dare merito – ha sottolineato il numero uno della Federcalcio – è venuto più volte a Roma. È stato l’unico interlocutore con cui abbiamo avuto un continuo scambio di informazioni, tifando insieme per una soluzione”. Del resto, già nelle scorse ore era emersa la volontà di De Luca di muoversi sia con la Figc che con i trustee (clicca qui per leggere l’articolo), ma l’ultima parola spettava a Bertoli e Isgrò.

Non possono esserci alternativa alla cessione: in dieci giorni le quote del club vanno trasferite, pena l’esclusione dal campionato di Serie A. Tornando alla politica, Gravina non ha fatto alcun riferimento al sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, il quale oggi ricopre il ruolo che fu di De Luca proprio quando Lotito e Mezzaroma diedero vita al progetto del Salerno Calcio. Eppure, nei giorni scorsi primo cittadino e numero uno della Figc sono stati protagonisti di uno scontro a distanza. “Sorprende che abbia cominciato a preoccuparsi della vicenda Salernitana solo adesso” aveva detto Gravina rispondendo alle sollecitazioni di Napoli, il quale puntò il dito contro il governo del calcio. Immediata fu la replica del sindaco: “evidentemente distratto dalle gravi vicende che investono, anche nelle ultime giornate, il calcio italiano ha avuto un vuoto di memoria riguardo all’impegno del Sindaco che, nel doveroso rispetto dei ruoli e delle prerogative, ha negli ultimi sette mesi più volte dichiarato la disponibilità del Comune di Salerno ad ogni utile attività di supporto ed accompagnamento per una soluzione positiva della vicenda”. Ora, a dieci giorni da una deadline che in un modo o nell’altro cambierà la storia del calcio cittadino, la politica (spotiva e non solo) può fare ben poco. Spetterà ai trustee, eventualmente, rivalutare offerte scartate o accettarne di nuove per tentare di salvare in extremis una società che – ancora una volta – paga a caro prezzo improvvisazione e incapacità di terzi.

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