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L’ex Nalini è reduce da stop: “Spero di rientrare sabato. Granata sorprendenti e cinici”

Prima un infortunio al ginocchio, poi uno al polpaccio gli hanno permesso di scendere in campo in appena quattro occasioni finora in B con la maglia del Vicenza, dove è approdato lo scorso gennaio. Andrea Nalini spera di poter sfidare la Salernitana sabato all’Arechi, dopo gli appena 34′ minuti disputati nel match d’andata: “Mi sto allenando da una settimana con la squadra, sono quindi recuperato. Deciderà però il mister, lui vuole giocatori che abbiano ritmo partita – spiega ai nostri microfoni – Sono stato fuori tanto tempo quindi devo recuperare la forma, non so se mi convocherà”. L’attaccante ha già fatto visita ai granata in due occasioni con la maglia del Crotone, nei campionati 2018/19 e 2019/20, con uno score di una vittoria e un ko: “Spero di ricalpestare l’erba dell’Arechi sabato. Ogni volta mi riaffiorano ricordi fantastici, momenti passati con il pubblico salernitano che non dimenticherò mai. È sempre un’emozione. Sarà un gran peccato però giocare senza pubblico”.

La Salernitana è reduce da quattro risultati utili consecutivi, il Vicenza cerca punti dopo il ko casalingo di martedì col Monza: “Sabato sarà una partita tosta, sul piano fisico e agonistico. Entrambe le squadre hanno caratteristiche simili, quelle della battaglia. Castori dà questa impronta alle sue squadre. Non mi ha mai allenato, ma so che è uno concreto e di poche parole. Sa bene cosa chiedere ai suoi e ottiene risultati. La mette molto sull’intensità e sull’agonismo, le seconde palle sono un fattore. Tutino e Djuric sono due giocatori temibilissimi. Il primo ha una grande gamba e ha giocate imprevedibili in qualsiasi momento della partita, il secondo è dominante fisicamente. Sono una coppia che si integra molto bene. Conosco bene Capezzi, con cui ho giocato a Crotone in Serie A, lo sento spesso via whatsapp. Cicerelli lo conosco perché abbiamo lo stesso procuratore”. Per l’ala classe ’90 i granata hanno le carte in regola per ambire fino alla fine alla Serie A: “La Salernitana è solida, concreta e affamata. Non mi aspettavo di vederla così da subito in alto in classifica, pensavo potesse aver bisogno di un maggior rodaggio, dato il nuovo tecnico e i nuovi calciatori. Ha trovato dei buoni automatismi e sta facendo bene, potrà giocarsela fino alla fine”. La promozione in B vissuta da protagonista, con 3 gol e 11 assist in 26 presenze nel 2014/15, è rimasta impressa nella mente del calciatore veneto. Una B poi assaporata poco, l’anno dopo, a causa dei problemi fisici: “Vincere un campionato a Salerno non è una cosa che ti capita tutti i giorni. Te lo ricordi per tutta la vita. Non mi dimenticherò mai la partita con la Casertana, lo stadio pieno, il giro in città sul pullman. I tifosi erano fantastici, ci supportavano sempre, sia in casa che fuori”.

Nalini, approdato al cavalluccio nel 2013/14, ha vissuto i primi anni della proprietà romana: “Ricordo che fu Mezzaroma a volermi. All’inizio c’era grande entusiasmo e feeling tra tifosi e società. Tra la gente già girava la voce che la Salernitana fosse una società satellite della Lazio e che quindi non potesse ambire al salto di categoria. Nel primo anno in B si iniziava a palesare qualche malumore, però il supporto dei tifosi era costante. Vedo che ogni anno la rosa è competitiva e arrivano giocatori importanti. Io ho visto sempre grande ambizione. La possibilità di andare alla Lazio può essere uno stimolo per un calciatore a fare bene a Salerno per guadagnarsi una chance importante. Mi ricordo che Lotito mi diceva spesso ‘te porto alla Lazio’. La cosa non si è verificata, ma per me era uno sprono ad impegnarmi al massimo”. Il giocatore biancorosso conclude con un giudizio generale sul campionato finora e con un’analisi degli obiettivi di squadra: “L’Empoli finora ha dimostrato di meritare il primato. Poi ci sono Monza, Salernitana e Chievo che stanno lì e non mollano, difficilmente perdono punti e sono ciniche e concrete. Il nostro obiettivo primario è la salvezza, dobbiamo rimboccarci le maniche e fare punti ovunque. Se ciò si verificasse con discreto anticipo, poi ci si potrebbe porre anche l’obiettivo playoff, perché abbiamo una buona squadra e siamo un bel gruppo. Non è usuale vedere in basso squadre come Brescia, Ascoli, Pescara e Cremonese. Ciò testimonia la difficoltà del campionato e quanto conti a volte più il gruppo dei singoli”.

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