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La B vuole andare a 21, Mezzaroma si scosta: “Toppa peggio del buco”

Questa mattina Marco Mezzaroma è stato l’unico rappresentante di un club di Serie B a a esprimere voto contrario all’aggiunta di una squadra al torneo cadetto l’anno prossimo, passando a 21 attraverso la riduzione delle retrocessioni in Lega Pro da 4 a 3 già da quest’anno. L’assemblea (clicca qui per leggere l’articolo) si è svolta in videoconferenza e ha visto le restanti diciotto società (una era assente) approvare la delibera che tuttavia dovrà ricevere il definitivo via libera dal Consiglio Federale.
“È un’ipotesi tafazziana. Il fine è giusto ma il percorso è sbagliato, se non addirittura pericoloso. – l’opinione del co-patron della Salernitana – La soluzione è una toppa peggiore del buco. Il problema c’è e l’ho sempre evidenziato forse prima di tutti: c’è  sproporzione nel rapporto tra squadre partecipanti e retrocessioni, rispetto ad altre leghe europee. Ma ciò che è stato votato è contrario a quanto auspicato dai più, ovvero una riduzione delle squadre professionistiche. Si creerebbe un meccanismo opposto. Teoricamente la B fra 4 anni potrebbe avere 24 squadre, una follia totale”.
La riforma dei campionati è da più parti richiesta da anni e l’insostenibilità di un sistema calcio con troppe squadre professionistiche è cosa condivisa. Eppure la quasi totalità della Lega B ha optato per un percorso che Mezzaroma non condivide: “La riforma è prioritaria, ma va raggiunta con un cambiamento generale del sistema che non possiamo fare da soli. La battaglia andrebbe fatta a livello federale, Balata dovrebbe incatenarsi alle porte di via Allegri. Io sarei anche disposto a scioperare e fermare il campionato. C’è poi un problema di risorse: con la prospettiva che esse diminuiscano, aumentare i soggetti che ne usufruiscono impoverirebbe tutti. Una provocazione? Non so, magari è per smuovere le acque. Parliamo di riforme da anni, ma non se n’è mai fatta una”. Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime settimane: il prossimo consiglio federale è previsto il 3 dicembre, ma non sarà quella l’occasione in cui si parlerà del possibile cambiamento. Probabile che slitti tutto a gennaio. All’orizzonte ci sono anche le elezioni federali, un fatto da non sottovalutare.

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