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In caso di retrocessione c’è rischio di paracadute ridotto: come si calcola e quanto andrebbe alla Salernitana

Undici gare dividono la Salernitana dal termine del suo terzo campionato di A consecutivo. La lotta salvezza entra nel vivo mentre la classifica dei granata è alquanto deficitaria: ci sono nove punti di distacco tra la squadra di Liverani e le possibilità di uno spareggio, che quest’anno vedrà una sfida ad andata e ritorno. Il campionato non è ancora finito e l’aritmetica non condanna il club di Danilo Iervolino, ma a far gola alle classe del club, in caso di cadetteria, c’è la somma stanziata come paracadute per le società retrocesse.

Cos’è?

Ai sensi dell’art. 18 dello Statuto della Lega Serie A, per “paracadute retrocesse” si intende “nell’ambito della mutualità verso le categorie inferiori, il totale delle quote attribuite ai club che retrocedono in Serie B al termine di ciascuna stagione sportiva (con espressa esclusione delle società retrocesse per decisione della Giustizia Sportiva), a condizione che gli stessi siano ammessi e partecipino effettivamente al campionato di Serie B nella stagione successiva a quella in cui è maturata la retrocessione dalla Serie A”. In ballo per il club dell’ippocampo ci sarebbe una somma che si aggira sui 25 milioni, ma che probabilmente sarà ridotta a 20 come previsto dallo Statuto della Lega. Mettendo in conto il passivo di 29 milioni all’ultimo bilancio del 30 giugno 2023, si comprende bene come il paracadute non possa essere la panacea per ogni male. In caso di retrocessione, poi, bisognerà tenere in conto la riduzione degli introiti da diritti tv e botteghino, entrambi crollerebbero vertiginosamente in cadetteria. La Lega B è andata incontro a una riduzione degli incassi da diritti tv dopo l’addio di Helbiz in estate (alla Salernitana spetterebbero circa 5/6 milioni a fronte dei 30 di quest’anno).

Come funziona?

La Salernitana rientrerebbe nella categoria di “società di fascia C”, ovvero quelle società che retrocedono in Serie B dopo aver militato in Serie A per tre stagioni anche non consecutive nelle ultime quattro, compresa la stagione al termine della quale è maturata la retrocessione dalla massima serie nel campionato cadetto. Al club di Iervolino andrebbero, così, 25 milioni di euro, cioè la cifra massima che una società può incassare come paracadute, in caso di retrocessione al termine del campionato 2023/24. La prima fascia, “società A”, incassa 10 milioni di euro, nel caso di società che retrocedono in B dopo appena un anno in massima serie. Le “società B”, invece, portano a casa 15 milioni di euro e sono quelle squadre che retrocedono dopo aver militato in A per due stagioni, anche non consecutive, nelle ultime tre.

Rischio di paracadute ridotto

L’art. 18 dello Statuto specifica che, nel caso in cui la somma delle singole quote spettante ai club retrocessi e avente diritto alla misura del paracadute ecceda il tetto dei 60 milioni di euro che la Lega stanzia a favore delle ultime tre classificate, le quote aspettanti a ciascuna società devono essere proporzionalmente ridotte. Inoltre, sempre secondo il citato articolo, nel caso in cui la somma delle singole quote spettanti agli aventi diritto sia inferiore all’ammontare complessivo di 60 milioni di euro, la somma di paracadute residuo andrà ad alimentare il fondo paracadute relativo alla stagione sportiva successiva, fino all’ammontare massimo di 75 milioni di euro. Per fare un esempio, se il campionato dovesse finire oggi, guardando la situazione di classifica al termine della 27^ giornata di gare e, per semplificare, escludendo lo spareggio, retrocederebbero Cagliari, Sassuolo e Salernitana. Ai sardi andrebbero 25 milioni (tre partecipazioni in Serie A nelle ultime quattro stagioni), per i neroverdi sarebbero stanziati comunque 25 milioni (in quanto sono in massima serie dalla stagione 2013/14), così come per Salernitana (tra campionati di A nelle ultime quattro stagioni). Dunque, l’ammontare delle quote spettanti alle tre retrocesse sforerebbe di 15 milioni il budget massimo di 60 milioni: si applicherebbe la prima ipotesi (riduzione proporzionale delle quote) e il club di Iervolino incasserebbe 20 milioni. In realtà, questa sarà l’ipotesi più probabile, in quanto tra tutte le contendenti alla salvezza soltanto al Lecce andrebbe una quota inferiore (15 milioni). Inoltre, non vi sarà un budget residuo derivante dalle scorse stagioni sportive: nel 21/22 e 22/23 le squadre retrocesse si sono divise l’intero ammontare disponibile.

Modalità di erogazione

Lo Statuto dispone circa le modalità di erogazione della somma. Una prima quota sarà erogata per ciascuna società percipienda nella misura del 40% dell’ammontare complessivo determinato il giorno successivo alla disputa dell’ultima gara del campionato al termine del quale è maturata la retrocessione dalla Serie A, ferme le condizioni risolutive della mancata ammissione al campionato di Serie B e/o partecipazione effettiva al campionato di Serie B. La seconda, e ultima quota, al momento dell’ammissione della società percipienda al campionato di Serie B della stagione sportiva successiva a quella nella quale è maturata la retrocessione dalla Serie A, sarà accantonato in un conto dedicato della Lega e matura interamente ad iscrizione di campionato avvenuta ed effettiva partecipazione al campionato di Serie B e poi è erogato entro 15 giorni dalla disputa della prima gara ufficiale della nuova stagione sportiva. Nel caso in cui sopravvenga un deferimento per illecito sportivo, rispettivamente prima della prima gara di campionato di Serie B della stagione sportiva successiva a quella nella quale è maturata la retrocessione dalla Serie A, con responsabilità diretta della società destinataria del paracadute, le suddette erogazioni sono sospese fino a diversa delibera dell’assemblea.

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