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Il pagellone dell’andata, portieri e difensori: Micai dai due volti, ok Mantovani

PORTIERI

LAZZARI s.v.

MICAI 6 prodezze e svarioni, dottor Jekyll e mister Hyde. Più che abbassare la saracinesca, l’ex Bari è salito spesso e volentieri sull’ascensore alternando prestazioni memorabili e decisive a imperdonabili errori costati parecchi punti. La bilancia pende sostanzialmente sull’equilibrio ricordando anche le tante circostanze in cui ha salvato capra e cavoli. Ma dal 2019 è lecito attendersi di più.

RUSSO s.v.

VANNUCCHI s.v.

 

DIFENSORI

BERNARDINI s.v. chi l’ha visto? Chiude il 2018 con zero partite e mille e più visite e consulti medici. Auspici per il nuovo anno? La salute prima di tutto.

CASASOLA 6,5 bersagliato spesso ingiustamente, per lui parlano i numeri. E non soltanto i tre gol realizzati, più di Jallow e Djuric messi assieme. Gli si imputano i cross sbagliati, dimenticando quante volte arriva sul fondo nel corso di una partita.

GIGLIOTTI 5 la fortuna d’esser mancino. S’è ritrovato titolare inamovibile soltanto perché unico difensore di piede sinistro in organico. A picco nell’ultima parte del girone, addirittura umiliato da Marras.

MANTOVANI 6,5 al netto di qualche amnesia, il suo girone d’andata è stato quasi da incorniciare. Perché frutto del lavoro, della voglia di non mollare mai che lo ha portato a ribaltare le gerarchie iniziali che lo vedevano nelle retrovie. Certo, la strada da percorrere è ancora lunga, lavoro da fare per migliorarsi ce n’è. E non solo tatticamente. Deve crescere in cattiveria in taluni frangenti, soprattutto quando la barca dà la sensazione di trovarsi lì lì per affondare.

MIGLIORINI 6 un inizio balbettante complice l’utilizzo in una posizione a lui non congeniale, quella di “braccetto” della difesa a tre. E’ uscito alla distanza complice la lunga squalifica di Schiavi. La sensazione è che, rispetto al compagno, sia più adatto al gioco di Gregucci che prevede un baricentro più alto.

PERTICONE 5,5 il suo percorso recente è stato spesso costellato da una miriade di piccoli problemi di natura fisica. La sua avventura in granata è proseguita sulla falsariga. Partito titolare, scomparso dopo il derby di San Matteo a Benevento e riemerso soltanto nella disfatta di Carpi.

PUCINO 6 meritava più spazio e considerazione, soprattutto nella linea a tre dove lo scorso anno ha fatto benissimo durante la gestione Bollini dando qualità al primo possesso ed alla fase d’impostazione. Pur con un minutaggio scarno, chiude l’andata con due reti all’attivo.

SCHIAVI 6 ha approcciato benissimo, con concentrazione e cattiveria pungolato anche dalla concorrenza spietata. Dopo il rosso di Cremona e la lunga squalifica è cambiato qualcosa ed è subentrato un fisiologico calo. Da valutare la sua adattabilità al credo predicato da Gregucci: il neo trainer granata lo ha svezzato quando era ancora in fasce, ma il tempo passa per tutti…

VITALE 5,5 la prodezza balistica col Foggia ha regalato tre punti, altre sue cappellate ne hanno tolti in misura maggiore. Si sapeva da inizio stagione che il binario sinistro fosse il tallone d’Achille della Salernitana ed il campo lo ha confermato inequivocabilmente. A gennaio servirà intervenire in maniera precisa e decisa.

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