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Il pagellone dell’andata, centrocampisti: delusione Castiglia, Di Gennaro non pervenuto

AKPA AKPRO 6 finché il fisico lo ha sorretto ha conferito quantità e qualità al centrocampo granata. I problemi muscolari che lo hanno tenuto a lungo ai box hanno comportato un inevitabile calo atletico. Segnali di risveglio all’ultima col Pescara prima del nuovo inconveniente fisico.

D. ANDERSON 5,5 resterà uno dei tanti misteri irrisolti della prima parte di stagione della Salernitana. A destra, a sinistra, sulla trequarti o addirittura come mezz’ala: poteva (e doveva) garantire più soluzioni sotto forma di velocità e qualità, è rimasto inspiegabilmente a marcire in panchina per tutto il girone.

BELLOMO s.v. una manciata di minuti costati due punti a Crotone. Non più presentabile a determinati livelli.

CASTIGLIA 4,5 una delle più grandi delusioni della prima metà di stagione. Lo score dello scorso anno alla Pro Vercelli faceva ben sperare: il gol a Lecce, poi il buio ed il progressivo scivolamento nel tunnel dell’anonimato. Limiti evidenti sul piano della personalità e la sensazione di trovarsi in campo sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato.

DI GENNARO 5 un colpo da novanta tramutatosi in una pia illusione. Intendiamoci: se sta bene (di testa e di gambe) a questi livelli è un lusso. Il “se”, però, ha rappresentato un ostacolo insormontabile. Perché la condizione psicofisica non è mai stata neanche lontanamente paragonabile a quella dei giorni migliori. Appena 300 minuti giocati, 488 nell’ultimo anno e mezzo. Sarebbe forse il caso di farsi un piccolo esame di coscienza.

DI TACCHIO 6,5 lo stacanovista, il sempre presente. Ha tirato la carretta, ha trovato anche la via del gol più di quasi tutti gli attaccanti in organico ma non è un regista puro e non gli si può chiedere di dare qualità alla manovra.

MAZZARANI 5,5 barlumi di luce e di quella qualità persa per strada, nei meandri d’una carriera che poteva e doveva avere ben altro epilogo. Lezioso e flemmatico, probabilmente non più adatto ai ritmi della B.

ODJER 5,5 gli anni passano, i problemi muscolari restano. Probabilmente la sua corporatura minuta non riesce a sostenere fibre così imponenti. Ma queste sono semplici ipotesi: la certezza è che ancora una volta ha trascorso più tempo in infermeria che in campo.

PALUMBO 5,5 beata gioventù. Il piede è raffinato, difetta in cattiveria ed esperienza. Necessita d’un ulteriore step prima di (ri)presentarsi pronto per un torneo di B con ambizioni di vertice.

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