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Il moviolone Salernitana-Venezia: prima azione del Var all’Arechi, manca un giallo per parte

Recrimina di più il Venezia in sala stampa a fine partita per l’arbitraggio del signor Di Paolo di Avezzano, che si conferma portafortuna dei colori granata (solo una sconfitta in dodici partite per il cavalluccio con la sua direzione). Non sembra arrivare alla piena sufficienza, però, la prestazione della giacchetta… giallo fluo.

A meritare una sottolineatura, nell’analisi della direzione arbitrale, è il primo episodio Var della storia dell’Arechi che si è verificato ieri con due interminabili minuti di attesa tra il 33′ e il 35′, quando il Venezia ha chiesto un calcio di rigore per un tocco di mano in area di rigore da parte di Mantovani: il difensore effettivamente sembra colpire col braccio la sfera, nel tentativo di andare in marcatura su Bocalon, ma prima di impattare con il suo braccio, il pallone era stato deviato dall’avversario a distanza ravvicinatissima. In sala Var, dunque, Ghersini e Serra hanno valutato l’azione regolare, con tanto di boato liberatorio del pubblico locale. A fine primo tempo, plateale la reazione rabbiosa di Cosmi, “scattato” verso l’arbitro nel rientrare negli spogliatoi, e facendo ripetutamente segno di andare a rivedere il Var. Con le nuove norme che entreranno in vigore dalla prossima stagione, però, tale azione sarà certamente punita con il penalty: attualmente la massima punizione scatta solo se il fallo di mano risulta volontario, ma dal 2019/20 sarà sempre punito ogni tocco di mano in area se il braccio sarà all’altezza delle spalle o sopra la linea delle stesse e in ogni caso ogni volta in cui il braccio sarà più largo del corpo e in posizione innaturale, a prescindere dalla volontarietà.

Quanto agli altri episodi, l’unico motivo di rammarico per la Salernitana è nel finale, quando Di Paolo non si è avveduto (ancora sul 2-0, minuto 86′) di una trattenuta di Zampano ai suoi danni che ha pesantemente penalizzato il contropiede granata, poi vanificato dal cattivo passaggio di Jallow per Calaiò. Prima ancora, proprio a inizio partita, altro errore di valutazione per l’arbitro: al 7′ Bocalon si libera con il braccio largo a metà campo dell’ex compagno Di Tacchio, provocandogli un netto taglio alla tempia. Pur sanguinando il giocatore granata, il fischietto di Avezzano non ha accordato calcio di punizione, né estratto il cartellino. Al 18′ Lo stesso Di Tacchio è poi stato graziatoper un fallo a palla lontana su Pinato a centrocampo: poteva starci il giallo. Al 52′ appare giusto il giallo per simulazione a Cristiano Lombardi: Di Tacchio lo sfiora appena in area, il contatto minimo c’è ma l’ex laziale si lascia platealmente cadere, inducendo Di Paolo a inaugurare l’elenco dei cattivi. Che pochi minuti più tardi viene (correttamente) rimpinguato da Bruscagin: evidente la sua ostruzione ai danni di Orlando, che viene fermato prima di un possibile contropiede dopo aver buggerato il veneziano con un tunnel. Al 67′ altra protesta lagunare per un (nuovo) presunto tocco di mano da parte di Mantovani in area su tiro di Zigoni. Anche in quel caso, il direttore di gara lascia correre. Idem con patate al 77′, quando Odjer lamenta una trattenuta di Pinato nel cerchio di centrocampo: il Venezia recupera palla e va al (pericolosissimo) tiro proprio con Pinato ma l’azione pare regolare. Forse eccessivi i 6′ di recupero concessi nel finale di gara.

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