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Il compleanno di Di Bartolomei col ricordo degli ex compagni: “Sempre al servizio della squadra”

Era il capitano per eccellenza. Forte in campo e schivo fuori dove preferiva far parlare i fatti. Agostino Di Bartolomei oggi avrebbe compiuto 65 anni e li avrebbe festeggiati a modo suo, con l’affetto della moglie Marisa e dei figli Luca e Gianmarco ma anche di tantissimi tifosi delle squadre in cui aveva giocato e non solo.

Oggi avrebbe compiuto 65 anni e il suo ricordo è più vivo che mai, soprattutto nei compagni di squadra della sua esperienza in granata come Ciro Ferrara: “Tutti ricordano la promozione, io l’anno precedente in cui ci salvammo all’ultimo. È facile essere grandi quando le cose vanno bene, ma Ago lo fu anche nelle difficoltà: l’allenatore (Pasinato, nda) non credeva in lui e lo escluse, ma accettò senza mai creare problemi. Poi tornò e si caricò la squadra sulle spalle – racconta a Il MattinoAmava trasferire il suo sapere calcistico ai giovani, pretendeva tanto da noi. Ho costruito cose positive grazie ai suoi consigli paterni: venivo dal Napoli, un ambiente ovattato, e ammetto che avevo un po’ di puzza sotto al naso. Ago mi fece calare in una realtà di in cui non ero forse pienamente entrato, facendomi notare come tanti giocatori bravi in campo ma che fuori non eccellono, poi non hanno una carriera degna delle proprie qualità. Effettivamente ne ho visti tanti. Ancora oggi gli dico grazie, gli arriverà certamente”.

Da un difensore all’altro, Giuseppe Di Sarno deve tanto a Di Bartolomei: “Era sempre un po’ pensieroso, strappargli un sorriso era un’impresa, ma ho ancora il ricordo di quando riuscimmo a farlo. Eravamo in ritiro a Bisceglie prima di una partita di Coppa Italia contro la Fidelis Andria. Io ero uno dei più goliardici della compagnia, tirammo in ballo anche lui nelle cavolate del dopo cena. Nel nostro albergo c’era anche Fiorello, all’epoca animatore/deejay che non era ancora l’affermato showman di oggi. Passammo tutti una serata bellissima, non avevo mai visto Agostino divertirsi così. La mattina dopo incrociammo Fiorello al bar che faceva colazione e cominciò a fare un altro show: mise in mezzo Ansaloni e anche lì, giù risate. Con una battuta riuscivi ad “aprirlo” e l’uomo si fondeva col campione. Nel ‘90 vincemmo il campionato, ma se l’anno prima non ci fosse stato lui… saremmo retrocessi“.

Marco Pecoraro ricorda molto bene l’aspetto umano di Di Bartolomei: “Ago era una persona leale, siamo stati amici anche fuori dal campo. Era appassionato di pesca, quando io ero a S.Maria di Castellabate e lui a S.Marco veniva a portarmi il pesce fresco fino a casa. Eravamo spesso in camera assieme nei ritiri. Lui non era  introverso, piuttosto un tipo riservato.Ma stare assieme agli amici gli piaceva e si parlava di tutto. Aveva una grande attenzione per le dinamiche politiche, ne parlavamo spesso. A 65 anni e con una grande saggezza, avrebbe preso decisioni illuminanti per il nostro Paese, per il mondo del calcio”.

 

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