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Iervolino-Sabatini, volano gli stracci: “Il ds è un bugiardo, ha sfiorato il ridicolo”

“Avevo deciso di non parlare perché i panni sporchi si lavano in famiglia. Poi ho letto le parole di Sabatini e ho sentito il dovere di rispondere”. Danilo Iervolino è incontenibile. Sollecitato dalla Gazzetta dello Sport oggi in edicola, il presidente della Salernitana non le manda a dire e scatena la sua delusione contro l’ex ds granata per come è andata a finire una storia breve, ma intensa: prima era “una leggenda del calcio”, adesso è “un bugiardo che ha sfiorato il ridicolo”. Per sostituirlo, il nome più caldo è quello di Bigon (“In settimana sceglierà. Ho ricevuto tantissime candidature”) ma oggi è tempo di regolamenti di conti.

“Sabatini crede di prendere tutti per stupidi ma di equivoco c’è solo lui. Pensa di essere più intelligente, ma è stato bugiardo. Abbiamo litigato perché non accetto queste storture”, il primo affondo del patron. Quali storture? La vicenda delle commissioni all’agente di Lassana Coulibaly, già accennata dalla nostra redazione nel giorno dell’addio. Iervolino spiega come volesse aumentare l’ingaggio del maliano di 200mila euro ma, per farlo, avrebbe dovuto corrispondere un milione al suo procuratore (Alberto Fontana, nda) “per evitare che l’agente si mostrasse sensibile ad altre offerte. Io non mi piegherò mai a questo sistema: se un giocatore riceve una buona offerta da un altro club è libero di andare. Sabatini mi ha detto che con queste logiche convive da tempo e, vista la mia posizione sulle commissioni, che non era l’uomo giusto per la Salernitana. Cavani? Anche in quell’occasione Sabatini sfiorò il ridicolo. Se io voglio un giocatore, lo compro. Mica poteva bocciare lui un mio acquisto. Questa è la Salernitana di Iervolino, non di Sabatini: lui proponeva e io decidevo. Non l’avrei lasciato andare, ma sono successe cose che ritengo gravi”. Iervolino è durissimo, lancia altri pesantissimi strali contro l’ex direttore sportivo granata e poi invita gli altri presidenti ad aggregarsi alla lotta contro “il marcio” anche per esaltare la professionalità degli agenti: “Molti procuratori sono stati d’accordo con me”, confessa.

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