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I ritiri per Rino Iuliano? “Duri, fumavo tantissimo. Salernitana da playoff, vorrei Delio Rossi”

Quando parla il giaguaro non è mai banale. Ormai l’ultima stagione in granata per Rino Iuliano è datata 2010/2011, ma l’ex portiere del cavalluccio non ha smesso di seguire e supportare la Salernitana. E Iuliano non vuole sentire parlare di toto allenatore, per lui l’uomo giusto per il dopo Colantuono è “Delio Rossi”. Anche perché “non credo che Gregucci lasci la Nazionale per una squadra di B, nonostante gli ottimi rapporti con il presidente”. Ospite in studio a Radio Alfa, il giaguaro ha commentato le ultime difficili ore di casa granata, con le dimissioni di Colantuono e le riflessioni della società per affidare la panchina di Via Allende: “Era già nell’aria l’addio di Colantuono, non ci aspettavamo le dimissioni – ha detto Iuliano – Ora bisogna guardare avanti, tra poco c’è un’altra partita: bisogna scegliere bene l’allenatore e cominciare a fare punti per l’obiettivo playoff. L’esonero di Grassadonia era ingiusto perché stava facendo bene però la penalizzazione in classifica era difficile da recuperare. Non so chi possa essere l’allenatore giusto, a Salerno sanno bene chi scegliere. Se devo parlare da tifoso dico sempre Delio Rossi, però non penso che Gregucci accetterebbe una squadra in B lasciando perdere i rapporti con il presidente visto che oggi è con la Nazionale”.

Serve portare una guida tecnica a questa squadra (“anche se Foggia è una partita che si deve vincere e si prepara da sola, poi per programmare il campionato naturalmente serve un mister”), la Salernitana è in ritiro e per Iuliano: “Non sempre è un bene. Il ritiro è sempre una rottura, può servire ma fino a un certo punto. A me soprattutto, a volte è servito ma a volte è stato molto duro e mi ha fatto fumare qualche sigaretta in più”.

Con queste tre sconfitte consecutive la Salernitana è uscita dalla griglia playoff, ma gli spareggi sono ancora alla portata: “Con la squadra che ha i playoff si raggiungeranno sicuramente. Purtroppo la B è un campionato che permette a tutti di sognare per poi far ripiombare presto con i piedi per terra. L’anno scorso con l’Avellino eravamo secondi e poi ci siamo salvati all’ultima giornata. Questa però è una Salernitana superiore a quella dello scorso anno, per me è una squadra da playoff. Però in B tutte lottano”.

Iuliano ha giocato in una stagione difficilissima a Salerno, quella di Breda e dei playoff persi con il Verona. Ci sono stati momenti duri, ma la squadra è sempre stata col mister: “Nel calcio esistono i calciatori che remano contro ma non è il caso della Salernitana di oggi, lo spogliatoio è compatto e difficilmente si scende in campo per non vincere.  Ho giocato in clima di contestazione a Salerno ma i tifosi ti sostengono sempre, soprattutto nel primo tempo. Poi all’intervallo può capitare qualche fischio di rabbia ma all’inizio hai sempre la curva dalla tua”.

Poche ore e poi si conoscerà il nome del nuovo allenatore. Quali sono i fattori che la dirigenza prende in considerazione per scegliere l’uomo giusto? “Si sceglie un allenatore in base a quello che già hai, poi vai sul mercato a puntellare in base ai punti di vista del nuovo allenatore. Alla Salernitana serve un attaccante che faccia i gol. I granata hanno tanti giocatori importanti, chi non è contento faccia un passo indietro se vuole giocare con continuità. Bisogna lavorare sulle uscite ma soprattutto bisogna prendere un attaccante da doppia cifra, perché in B bisogna fare un gol più dell’avversario e se attacchi non subisci”.

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