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Sannino a Radio Alfa: “Colpa non sia sempre dei tecnici! Donnarumma? Fa gol solo lontano da casa”

Colantuono si dimette e la mente viaggia subito a due stagioni fa, quando a fare un passo indietro fu Giuseppe Sannino. Due situazioni diverse, due allenatori completamente opposti che però sono accomunati dalla stessa sorte: a Salerno sono stati costretti a farsi da parte. Oggi Sannino allena in Grecia al Levadiakos e si dichiara dispiaciuto per le dimissioni di Colantuono, augurando però alla Salernitana di trovare presto “la persona giusta che possa portare i granata dove meritano”.

Intervenuto ieri sera a Radio Alfa, Sannino ha parlato della sua esperienza in granata, puntando l’indice contro il sistema calcio reo dei incolpare sempre gli allenatori quando le cose non vanno bene: “Quando si cambia un allenatore si dice sempre che non ha un buon rapporto con i calciatori ma questo è un luogo comune – ha detto Sannino – Tutti dicono che non si possono cambiare 30 giocatori, ma quanti allenatori ha cambiato la Salernitana negli ultimi anni? Se la colpa è sempre degli allenatori, il nuovo mister non dovrebbe mai avere problemi. Invece li ha sempre. Faccio sempre l’esempio della Juventus, la società più importante in Italia per i valori che ha. Bonucci quando ebbe lo screzio con Allegri andò in tribuna: quante società farebbero questa scelta? Nessuna. Secondo me il problema sta nel fatto che l’allenatore è un uomo solo, deve essere fortunato a vincere sempre”.

Quindi, spazio ai ricordi: “Quando sono arrivato a Salerno volevo fare qualcosa di importante, ma c’è bisogno di credere nella persona che deve essere un leader. Fabiani per me è molto capace, Lotito è uno dei presidenti più importanti con cui ho lavorato. Il calcio in generale non dà la possibilità a chi deve essere un leader di lavorare, appena c’è un risultato negativo il tecnico è subito in balia degli eventi. Ma è sempre colpa dell’allenatore o ci sono altre componenti?”.

Sannino a Salerno ha avuto alle sue dipendenze Alfredo Donnarumma, calciatore che quando ha svestito il granata ha cominciato a segnare caterve di gol: “Io penso che Donnarumma giochi bene solo quando è lontano da casa sua – l’opinione di Sannino – Alfredo è un giocatore importante per la categoria e lo ha dimostrato a Empoli e Brescia. Ma sempre lontano da dove vive ed è nato, perché deve sempre dimostrare sempre qualcosa in più. Quando vivi a casa tua pensi di essere quello che non sei”.

Alla Salernitana oggi farebbe comodo un calciatore come Alfredino, ma “i granata hanno comunque una squadra importante”. Salerno vuole i playoff e come sempre Sannino è un fiume in piena: “Ho visto qualche partita con lo stadio pieno, i tifosi all’inizio erano felicissimi. Poi è normale che dopo tre risultati negativi qualcosa cambi. Io faccio un grandissimo augurio a Salerno, qualcuno mi ha fatto andare via e non mi sarei mai immaginato una cosa del genere. Salerno è una città importantissima per il calcio, io ho cercato di fare il mio mestiere nel rispetto della città, le mie scelte erano basate sui valori. Ma dove sono i valori? La società restano, i giocatori e gli allenatori vanno via. Innamorarsi dei nomi è deleterio. Delio Rossi è un amico, è stato importantissimo per Salerno ma sono convinto che se torna e non vince il campionato anche lui verrà etichettato come Sannino, Colantuono e Bollini. Il calcio è fatto di passato, presente e futuro”.

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