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Div. Calcio Paralimpico e Sperimentale: niente tornei. Per la Salernitana for Special appuntamento a settembre

Lo scorso venerdì la Figc ha deciso di sospendere definitivamente tutti i campionati della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale per una stagione – quella 2020/21 – che in realtà non è mai cominciata per le squadre partecipanti ai campionati di Quarta Categoria, il torneo per atleti con disabilità cognitivo-relazionale che ormai da quattro anni vede la partecipazione anche di una rappresentativa della Salernitana. Una scelta difficile ma quasi inevitabile. È d’accordo anche il massimo dirigente della “Salernitana for Special”, Carlo Noviello, presidente della cooperativa Il Villaggio di Esteban con cui il club granata ha un accordo di affiliazione.

Troppo alti i rischi, anche seguendo i protocolli per gli allenamenti che aveva stilato la Federcalcio. Ora si è arresa anche la stessa federazione: “Una cosa abbastanza scontata vista la situazione epidemiologica – ha detto ai nostri microfoni Noviello – L’ipotesi che potessimo iniziare a giocare era molto difficile. Si aspettava solo l’ufficialità, anche se siamo su una strada un po’ più positiva delle curve, immaginare di mettere i ragazzi in campo era molto difficile. Una decisione giusta, che capisco: è sempre difficile quando la responsabilità cade su di te, anche io avrei atteso l’ultimo secondo. Ovviamente la speranza di ricominciare con il desiderio che le cose vadano bene c’è sempre, ma la situazione non lo permette e quindi è giusto così“.
D’altronde la Salernitana for Special era già ferma, nonostante ci fosse la possibilità almeno di allenarsi. Tra l’altro per i granata sarebbe stata una situazione doppiamente complicata, dato che in Campania non vi sono altre realtà che hanno aderito al progetto. Dunque, i ragazzi del Villaggio di Esteban erano stati inseriti nel girone laziale ed avrebbero dovuto affrontare trasferte fuori dalla regione: “Dopo l’ottimismo dell’estate c’era stata di nuovo preoccupazione, soprattutto da parte dei genitori, quando siamo entrati nuovamente nel pieno della crisi. Comunque in questi mesi non avevamo nemmeno pensato di riprendere, anche se ci fosse stata questa possibilità a gennaio. Abbiamo deciso di soprassedere anche sugli allenamenti per non mettere a rischio i ragazzi, che già sono in una condizione delicata. Loro ovviamente subiscono molto questa mancanza di allenamento, non è semplice spiegargli le motivazioni del dover stare fermi e le loro domande sono le più difficili a cui rispondere. Speriamo di ripartire una volta passata questa estate, se la campagna vaccinale e la lotta a questo virus avranno portato i risultati sperati“.

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