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Dia dal 1′ è l’unica certezza contro il Bologna. Inzaghi proporrà più di un cambio in formazione

Il ritorno di Boulaye Dia dal primo minuto come arma, anche psicologica, per fronteggiare il Bologna e sperare in una vittoria. La Salernitana tornerà ad allenarsi oggi e Inzaghi dovrà proporre necessariamente qualche cambio in formazione (ma anche nel modulo) per dare segnali dopo l’inconsistente approccio di Firenze. Tutti sotto esame, soprattutto chi è partito nell’undici titolare, e poche certezze: la prima è che Dia è pronto a riprendersi una maglia dall’inizio, dopo i 45′ del Franchi che hanno testimoniato la completa guarigione dalla distorsione alla caviglia, mentre la seconda è che Costil è portiere di assoluta affidabilità che non sta affatto facendo rimpiangere Ochoa.

Dia, Ikwuemesi e Tchaouna. Possibile che Superpippo riparta da questi tre elementi lì davanti. Hanno una buona intesa, come si visto nella prima frazione a Reggio Emilia contro il Sassuolo che così bene ha fatto per 40′, salvo poi perdersi. In casa sarà diverso e c’è da considerare anche Candreva, incappato come gli altri in una giornataccia a Firenze ma che ha dimostrato di poter essere ancora decisivo in precedenza contro la Lazio. Non è da escludere, quindi, un impiego di tutti e quattro simultaneamente, magari con un cambio modulo che possa avvicinarsi sensibilmente a quello degli avversari. Anche i felsinei giocano col 4-2-3-1, lo stesso della Fiorentina che ha preso a pallonate i granata, schieratisi l’altro ieri con un 3-4-2-1 e una difesa molto alta e “predisposta” a subire imbucate dei veloci esterni avversari anche a causa del poco filtro a centrocampo. Il nigeriano vertice avanzato, gli altri tre a ridosso con Mast’Antonio dotato di capacità e compiti più difensivi all’occorrenza, in aiuto al centrocampo. Attenzione anche a Cabral con questo tipo di scacchiere. Tutti dovranno allenarsi duramente e Tchaouna lo ha fatto capire su Instagram (vedi post in alto): “Continuiamo a lavorare e prepariamoci ad accogliere il Bologna”, ha scritto mostrando uno scudo e incrociando le spade con le emoticon.

Proprio la mediana può essere un altro nodo cruciale: giocando a due Emil Bohinen non riesce a salire in cattedra e tutto ruota intorno alle scelte che saranno fatte. Se si decide di puntare su di lui occorre farlo mettendolo in condizione di rendere al meglio, cioè con due mezzali di corsa e polmoni ai suoi lati in un centrocampo a tre. Viceversa, meglio dare spazio a chi ha caratteristiche differenti. Se Inzaghi optasse per il 4-2-3-1, assieme a Lassana Coulibaly (anche lui sotto tono contro i viola) potrebbe toccare a Legowski. In difesa, con Mazzocchi e Bradaric terzini, al centro sarebbe bagarre: Gyomber è stato escluso a Firenze probabilmente più per gli errori nel finale di primo tempo contro la Lazio che per il virus gastrointestinale che l’ha colpito venerdì. Lo slovacco, tuttavia, non aveva demeritato nei 40′ precedenti allo scivolone su Immobile. Potrebbe tornare titolare accanto a Pirola. Lovato sta trovando sempre meno spazio ma rappresenta una possibilità come Daniliuc e Fazio. Quest’ultimo domenica è andato molto in affanno.

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