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Di Gennaro: da play a trequartista, ancora una volta. Ma i numeri sono dalla sua parte e lasciano ben sperare

Ritorno al passato. Davide Di Gennaro è pronto, per l’ennesima volta nella sua carriera, a svestire i panni del regista e ad indossare quelli del rifinitore. Certo, le prime prove generali nell’amichevole di Sarno non sono state chissà quanto confortanti, ma ci sono anche altri fattori da tenere in considerazione: come, ad esempio, le condizioni e le dimensioni del terreno di gioco dell’Agro, che hanno in parte pregiudicato la prestazione dell’ippocampo. Dunque, Stefano Colantuono dovrebbe ugualmente modificare il proprio assetto e di conseguenza la posizione dell’ex Lazio: da play basso ad uomo dell’ultimo passaggio.

E i numeri raggranellati in carriera da DiGe, in questa zona di campo, lasciano ben sperare: da quando è stato svezzato dal Milan ed ha esordito in serie A (era la stagione 2006-07 e subentrò a Costacurta in un Milan-Udinese, ndr), infatti, il talento meneghino ha messo insieme 115 partite da trequartista, condite da 18 assist e 23 reti. Livorno, Modena, Padova, Spezia, Palermo e Cagliari sono le squadre che hanno avuto modo di ammirarlo all’opera in prossimità della prima linea negli anni passati, senza dimenticare il Milan. Sì, perchè da trequartista vanta anche una presenza da titolare con i rossoneri: era gennaio del 2010, dopo poche ore sarebbe passato al Livorno ma l’allora tecnico milanista Leonardo (oggi dirigente) volle concedergli un’ora scarsa di gioco.

In ogni caso, una delle stagioni migliori sia sotto l’aspetto della continuità sia sotto l’aspetto realizzativo, è stata quella di Cagliari, in massima serie. Gli infortuni di Ionita e Joao Pedro gli spianarono la strada e lui ricambiò con 2 reti e 3 assist in 7 gare da “numero diez”. Non è passato tantissimo, soltanto due anni. E Davide certamente ricorderà come si fa male alle retroguardie avversarie partendo qualche metro più avanti. Una posizione, quella di collante tra centrocampo ed attacco, che in passato Di Gennaro non ha mai accettato di ricoprire con il sorriso a 32 denti sulla bocca. Ma tant’è, d’altronde anche i freddi numeri parlano chiaro e raccontano di un calciatore decisamente più pericoloso quando schierato qualche metro più avanti.

Toccherà a lui, quindi, menare le danze, gestire il possesso ed andare a disturbare il primo facitore di gioco biancoscudato nella gara contro il Padova in programma domenica. Con la fortuna di avere le spalle ben coperte da un vero e proprio mastino (Di Tacchio) che, all’occorrenza, potrà fornirgli anche una mano consistente in fase di costruzione. Il cartello “work in progress” è ancora ben visibile all’esterno del mondo Salernitana, certo, ma i lavori per provare a trovare la formula giusta vanno avanti in maniera incessante. Con Di Gennaro che scalda i motori ed è pronto a ritornare al passato.

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