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Curva Sud divisa. Contestato Pagano, replica Direttivo Ultras: “Rispetto per chi ha investito. Sostenere e non destabilizzare!”

La fibrillazione dell’ambiente granata non risparmia neppure la tifoseria, che sia organizzata o no. L’avvio di stagione è deludente ma la piazza si è già divisa, come al solito, tra i pro e contro Iervolino, poi tra i fan di Cosmi e quelli che lo avrebbero voluto lontano dalla panchina granata. Ora una spaccatura rischia di verificarsi, se non c’è già, a giudicare dalla diversità di vedute alquanto evidente, anche all’interno della Curva Sud Siberiano tra Direttivo Salerno e Direttivo Ultras.

A riaccendere il confronto è stato uno striscione comparso all’esterno dello stadio Arechi che si scaglia contro l’ad Umberto Pagano e recita “la contestazione è una conseguenza della vostra incompetenza…”, firmato Curva Sud Siberiano, seguito dalla presa di posizione degli Ultras Movement Salerno e Costiera al Seguito (Direttivo Ultras), intervenuti con un comunicato dai toni netti e dalla veduta praticamente opposta sul rapporto con la società e sulle forme di contestazione ritenute più opportune in una fase particolarmente delicata.

Nel comunicato diffuso poco fa, il Direttivo Ultras, già da un anno trasferitosi dalla parte inferiore alla parte superiore della curva, chiarisce la propria linea, prendendo le distanze dalle contestazioni legate all’andamento dei risultati e dalle discussioni sulle scelte tecniche e dirigenziali. «Non ci appartiene il modo di contestare sull’onda del risultato», scrivono gli UMS, ribadendo di non voler entrare in questioni che, a loro giudizio, esulano dal ruolo del tifo organizzato. Una posizione riassunta in una frase che rappresenta il cuore dell’intervento: «Il nostro compito è sostenere, non destabilizzare». Per il gruppo, le decisioni relative alla squadra e alla gestione societaria spettano a chi ne ha la responsabilità e l’obiettivo dovrebbe essere quello di mantenere compatto l’ambiente, evitando ulteriori tensioni che rischierebbero di allontanare la tifoseria dal sostegno alla squadra. Una linea che non equivale, tuttavia, a un sostegno incondizionato e senza riserve. Gli UMS riconoscono apertamente che i risultati ottenuti finora sono inferiori alle aspettative e sottolineano come le due retrocessioni consecutive abbiano lasciato una ferita ancora aperta.

«È in questo clima avvelenato, che nascono episodi spiacevoli come quelli che abbiamo assistito durante dopo l’ultima partita in casa. Non entriamo nel merito ma accogliamo con favore il chiarimento che c’è stato nelle ultime ore. Detto ciò, i risultati sono al di sotto delle aspettative, e su questo potremmo ragionare all’infinito. Ma buttare benzina sul fuoco in questo momento è inutile. Siamo consapevoli tutti delle due retrocessioni consecutive che hanno riportato la Salernitana in un vortice doloroso e difficile da accettare. Per l’appartenenza a questa terra, però chiediamo con forza e dignità: rispetto per l’US Salernitana 1919, rispettando chi ha investito risorse per garantire un futuro a questa società senza cederla speculatori, avvoltoi o fondi fantasma, rispettando chi oggi amministra e chi lavora dietro le quinte con dedizione. Pretendiamo soprattutto rispetto per l’intera tifoseria che è stanca di essere dileggiata. Noi continuiamo a credere che ci sono tutte le carte in regola e le potenzialità per tornare nel calcio che conta. Resteremo liberi di contestare e lo faremo nel momento in cui valuteremo azioni, volte ad andare contro la nostra storia e la nostra città. Ci rialzeremo, ma per rialzarsi serve rispetto dei ruoli, restiamo concentrati sul fine comune, senza distrazioni. Vogliamo andare via da questo inferno. Avanti Salerno, Avanti Salernitana», proseguono gli UMS.

La distinzione, dunque, è tra una contestazione legata esclusivamente ai risultati e una protesta che, nella visione del gruppo, dovrebbe scaturire da ragioni più profonde e da eventuali scelte ritenute incompatibili con l’identità granata. Lo striscione firmato Curva Sud Siberiano, che arriva dopo il blitz sull’uscio del Mary Rosy per esprimere a Serse Cosmi il cessato gradimento della sua figura in panchina, e la successiva risposta del Direttivo Ultras portano alla luce una questione che va oltre il rendimento della squadra: quale debba essere oggi il ruolo del tifo organizzato e in che modo manifestare il dissenso senza compromettere il rapporto con la Salernitana. I due interventi, pur con modalità differenti, si inseriscono in un contesto di malcontento e aspettative deluse. La questione resta aperta.

Non è soltanto il campo a chiedere risposte: anche il rapporto tra i gruppi della tifoseria, la società e il mondo dell’informazione è diventato un tema centrale per il futuro dell’ambiente granata.

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