Si può dire tranquillamente che Serse Cosmi aveva bisogno della Salernitana e che la Salernitana aveva bisogno di Serse Cosmi, di uno come lui almeno: nel momento storico in cui il gradimento era ai minimi, con le due retrocessioni consecutive e il freno a mano tirato dopo un buon girone d’andata che aveva provocato l’esonero di Raffaele, l’allenatore umbro si è rivelato decisivo per ricompattare l’ambiente, al di là del risultato finale che non ha assicurato un ritorno in Serie B. E lui, senza peli sulla lingua, lo ha sempre detto: “Avevo smesso di allenare non per mia decisione, ma perché non mi aveva cercato nessuno. Non sono uno di quelli che millantano di aver rifiutato chissà quali proposte, così avevo iniziato a fare altro. Poi Salerno mi ha ridestato, era una piazza che mi aveva da sempre affascinato e volevo a tutti i costi ritrovare determinate emozioni e sensazioni in panchina”. Detto, fatto.
“È arrivato il momento di restituire tutti i vostri grazie….oggi è uno dei giorni più belli della mia vita. AVANTI SALERNO”, ha scritto Cosmi su Instagram in un post pubblicato questa mattina, all’indomani del rinnovo, con una foto emblematica in cui è in posa davanti al 67 di via Mercanti, dove fu fondata la Salernitana 107 anni fa e dove c’è una targa che ricorda la fondazione. Il tecnico allunga il contratto fino al 2027 con opzione per un’altra stagione, che scatterà probabilmente in caso di promozione. Con lui dovrebbe essere confermato gran parte dello staff che lo ha accompagnato negli ultimi mesi, anche se non dal club non filtrano ancora informazioni precise al riguardo. L’allenatore ha ricompattato l’ambiente e sottolineato ieri sera, sul palco di piazza Casalbore, come “soltanto se restiamo tutti uniti è più facile vincere“. Fa un calcio spettacolare? Forse no. È garanzia di vittoria assicurata? Nessuno può esserlo. È infallibile e non sbaglia mai una scelta? Non è ancora nato un allenatore che soddisfi proprio tutti. Era il tecnico sulla cresta dell’onda che tutti inseguivano e che la Salernitana ha strappato alle concorrenti? Sicuramente no. Ma Cosmi, 68 anni e una grinta ancora da ragazzino, ha dei valori di calcio che in pochi possiedono e l’ha dimostrato nei suoi cinque mesi salernitani. E questo basta ad una Salerno ancora stordita calcisticamente dal passaggio da San Siro ad Altamura, per dirne una, per poter recuperare ossigeno e guardare al futuro con più serenità.
Cosmi sa parlare alla gente, anzi al cuore della gente, e se mette la stessa esperienza per parlare al cuore anche dei giocatori, magari prendendone qualcuno più funzionale per caratteristiche anche a recepire i suoi messaggi, tecnici e non solo, ci sarà sicuramente interesse intorno alla Salernitana che verrà. Condannata a vincere? Piuttosto, condannata a combattere, perché ancora una volta tutte le avversarie le faranno la “guerra sportiva”, piccole e meno piccole, dal Catania ferito al Bari intontito, dalla Scafatese e il Savoia new entry fino alle mine vaganti che ogni anno popolano il girone C, si veda li Potenza capace di rifilare l’anno scorso 5 schiaffi ai granata o al Monopoli che ha espugnato l’Arechi, per non parlare della sorpresa Casarano. I numeri (1,90 punti a partita) sono teoricamente dalla parte dell’allenatore, eliminato ai playoff con una media di 1,83, poco inferiore. I risultati purtroppo no, ma dipendono da tanti altri fattori. Cosmi, per esempio, portò l’Arezzo in C2 con 1,78 di media vincendo i playoff, vinse il campionato di Serie B con il Genoa (poi revocato per declassamento all’ultimo posto dei liguri per illecito) con media di 1,79 a partita. Ma la Serie C di oggi è tosta, è un’altra cosa, e allora bisogna essere Floro Flores (2,24 a partita, capace di rigenerare un gruppo forte ma intorpidito dalla gestione Auteri a Benevento, grazie alla sua mentalità da fresco ex giocatore), oppure Tomei, allenatore dell’Ascoli a cui non è bastata una media di 2,14 punti a partita per ottenere la promozione diretta nel girone B ed è dovuto passare per i playoff, vinti in finale contro il Brescia, con un cammino di media pari a… 1,83 a partita in 6 partite, proprio lo stesso ruolino di Cosmi che invece è uscito in semifinale.
Alla luce di questi esempi, quanto contano per vincere i numeri, i moduli, le tattiche, la filosofia, le scommesse, le sostituzioni e quanto conta, invece, avere una squadra pronta a lottare e con qualità unita all’allenatore forte soprattutto psicologicamente? La Salernitana sta puntando con decisione sulla seconda strada e ha messo Serse Cosmi davanti a tutto, come condottiero esperto nelle sabbie mobili della C che ha dimostrato attaccamento forte e senza secondi fini, perchè dopo aver fatto una carriera lunga in panchina, il tecnico di Perugia aveva davanti a sé prospettive molto più comode e comunque remunerative all’orizzonte. Invece ha scelto di allenare e di farlo con convinzione a Salerno.