La Salernitana fa quadrato e prepara l’anno che verrà incanalandosi sul binario dei fatti e senza troppi giri di parole. Lo fa con ritrovato spirito di coesione in tutte le componenti, dentro e fuori la società, principio fondamentale per provare a costruire un percorso verso il ritorno in cadetteria. Sigillate le riconferme di Cosmi e Faggiano sul piano tecnico che non erano in dubbio già da settimane, mancavano solo le firme, oggi si respira un’aria di fiducia che va alimentata. La piazza si unisce nel sentimento comune di amore per la casacca granata che da sempre trova nel 19 giugno il suo culmine e la squadra sembra poterne beneficiare (tanti calciatori sotto contratto hanno fatto gli “auguri” social al club per il 107^ anniversario, inoltre i nuovi che arriveranno sicuramente potranno trovare un clima tutt’altro che tossico pronto ad accoglierli). Programmare una stagione con il piede giusto con queste basi è un buon inizio.
Il campionato appena finito ha insegnato a tutti, tifosi e società, che anche la Serie C 2026/2027 non sarà una passeggiata di salute. Mettersi in testa questo e… l’elmetto per battagliare in campo non può che essere l’obiettivo. L’unità di intenti e la coesione percepiti a più riprese da marzo-aprile in poi e tuttora, per questo motivo, sono gli ingredienti che più risaltano. Il mese di giugno, da sempre, è cuscinetto tra le polemiche di fine stagione e quelle immancabili di inizio stagione che “colorano” i social, le attese, le aspettative di una tifoseria sempre esigente. Ora c’è modo di concluderlo apprezzando il lavoro della dirigenza, con l’amministratore delegato Pagano in testa, a cui va dato il merito di essere sempre stato presente e di aver fatto da semplificatore e normalizzatore anche in situazioni complicate pur mantenendo un profilo basso. Non era facile tenere i fili uniti quando le voci di vendita del club dietro l’angolo rischiavano di destabilizzare l’ambiente dentro e fuori lo spogliatoio. Superato l’impasse, la piazza ha saputo ricompattarsi e gli eventi di ieri a Santa Teresa e a Piazza Casalbore hanno dimostrato tutto il calore che la gente sa dare per sostenere la Bersagliera. Da qui si deve ripartire e lo sa Salerno, lo sa Salernitana.
È stato un silenzio del fare, quello che ha contraddistinto i 22 giorni passati dal giorno dopo l’eliminazione dai playoff, fino all’annuncio dei rinnovi di Cosmi e Faggiano (insieme alle date del ritiro e alla nomina di Gennaro Alfano a direttore operativo dell’area sportiva). Avrà pure mandato in ansia qualcuno, ma in realtà è stato produttivo. Mancano undici giorni alla riapertura del calciomercato, più di tre settimane all’inizio del precampionato a Cascia, c’è una buona base di rosa da puntellare con 5-6-7 elementi. Ben venga il silenzio operoso se troppe parole o promesse possono rischiare di agitare il clima di serenità che si sta creando da qualche tempo. La Salernitana sembra preferire un più concreto lavoro a testa bassa per assicurare continuità alla gestione tecnica e la costruzione di una squadra in grado di competere fino alla fine per la vittoria.
Spazio, dunque, ai fatti e agli investimenti, l’unica cosa che conta insieme al sostegno ritrovato della piazza. La proprietà non parla da tempo, ma in B non si torna a chiacchiere. Va riconosciuto a Danilo Iervolino di non essersi mai tirato indietro quando serviva, in termini economici soprattutto, nel suo quadriennio di gestione. Il patron non ha esitato ad andare avanti con gli attuali allenatore e direttore per dare continuità a un discorso che ha funzionato, si è riavvicinato alla sua creatura e ha toccato con mano la necessità di non smembrare quanto costruito. Ed ora, è giusto ripartire nel segno della stabilità e dell’unità d’intenti, tutti insieme.