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Consiglio comunale e cessione Salernitana, affondo dell’opposizione a 7 giorni dalla scadenza

La vicenda Salernitana agita gli appassionati e la città. Dopo le dichiarazioni del sindaco, Enzo Napoli, nel corso e a margine del consiglio comunale odierno (clicca qui per leggere l’articolo), dall’opposizione non sono mancate le raccomandazioni.

L’affondo di Celano

Tutti i consiglieri di opposizione hanno chiesto al sindaco di intervenire, ricordandogli che il Comune finora non ha fatto abbastanza e ricordando anche le parole di Gabriele Gravina (“Solo il governatore De Luca si è interessato, è venuto più volte a Roma”). Roberto Celano (Forza Italia) chiede di “intervenire immediatamente sulla vicenda Salernitana che, forse, per il sindaco come per i trustee, è una pratica da affrontare come si trattasse della cessione di un box auto a piazza della Libertà e non un Ente che ha valore nella misura in cui rappresenta simboli identitari e la passione non comune di decine di migliaia di salernitani. Le istituzioni da tempo avrebbero dovuto promuovere incontri per sollecitare categorie produttive ed imprenditori che si sono arricchiti in città, magari gli stessi che hanno chiamato a comporre liste e “suggerire” candidati e non solo in occasione delle elezioni comunali e regionali. Noi siamo pronti ad accompagnare il sindaco, le altre Istituzioni apicali di regione e provincia anche nel giorno di Natale per incontrare disponenti, prepotenti, trustee e Gravina e per tentare di contribuire a liberare la Salernitana che appare “prigioniera” di beghe, di cavilli burocratici e di vicende poco chiare”.

L’idea azionariato popolare

Antonio Cammarota (La Nostra Libertà) torna pubblicamente a riproporre l’idea dell’azionariato popolare. Certamente un qualcosa di difficile da proporre in Serie A e a Salerno, dove da tempo gli inviti in tal senso sono rimasti tali. Serve un capofila importante. Anche a Milano con l’Inter si è parlato di Spac e l’iniziativa condotta dall’economista Carlo Cottarelli è partita, ma non ancora decollata realmente. Chiaramente può essere una possibilità soprattutto in questo caso emergenziale, però occorrerebbe far presto e di tempo non ce n’è molto.

Anche Sarno e Lambiase accusano

“La commistione politica/sport non ha mai incontrato la nostra approvazione e non ha sortito grandi effetti come dimostra la scelta di affidare la squadra cittadina a Lotito e Mezzaroma. Ma adesso ne va del nome della città di Salerno che viene svilita di fronte a tutta Italia, di fronte alla quale le istituzioni cittadine non possono e non devono far mancare il loro apporto”, dice Catello Lambiase del Movimento 5 Stelle. “Il sindaco è stato semplicemente assente sulla vicenda in questi mesi”, afferma laconicamente Michele Sarno (Fratelli d’Italia).

 

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