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Concorso in frode sportiva, indagine su Rocchi e Gervasoni: c’è anche una gara dei granata

C’è anche il nome della Salernitana nelle carte della Procura di Milano che hanno portato all’indagine a carico di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale di Serie A e B, e Carlo Gervasoni, supervisore del Var per concorso in frode sportiva. Ovviamente il club di patron Iervolino non c’entra niente, in ballo c’è solo una partita dello scorso campionato dei granata, quella contro il Modena vinta 1-0, che è finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura per gli interventi e le sollecitazioni dei due dirigenti arbitrali nei confronti di arbitri e Var durante le partite, al fine di correggere le decisioni, nel caso specifico della Salernitana anche piuttosto giustamente.

Nell’avviso di garanzia spedito a Gervasoni e reso noto dall’AGI ieri sera, ci sarebbe anche un riferimento a Salernitana-Modena del campionato scorso, 8 marzo 2025. “Durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giua incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giuia all’on field review ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco”, si legge nell’avviso di garanzia. Come si ricordava nel nostro resoconto (clicca qui per saperne di più), più nello specifico sugli sviluppi di un calcio di punizione di Palumbo a pochi minuti dall’inizio del secondo tempo, sul risultato di 0-0, la palla è calciata in area granata e l’arbitro Giua assegna un calcio di rigore in favore del Modena per un tocco di mano di Bronn. Tantissime le proteste da parte dei giocatori della Salernitana, con il direttore che, dopo aver rivisto l’episodio al Var, si accorge che il numero 15 della Bersagliera colpisce il pallone soltanto con la spalla, revocando il penalty ai canarini. Il difensore tunisino aveva le braccia lungo il corpo e la situazione non era punibile. L’intervento del Var sarebbe stato incalzato e sollecitato dal supervisore Gervasoni dall’esterno.

Gervasoni ha deciso di autosospendersi insieme a Rocchi. Se da un lato potrebbe sembrare giusto che un responsabile segnali ai suoi arbitri un eventuale errore, dall’altro lato si tratta di ingerenze che violano l’autonomia arbitrale della quaterna, oggi portata a 6 uomini con Var e Avar, designata per la singola partita. Il designatore che “bussa” alle spalle del vetro di Lissone, come capitato in alcune partite di Serie A finite nell’inchiesta, non è una cosa usuale. Un nuovo terremoto nel calcio italiano, insomma, è partito. La Procura Federale, con il suo capo Giuseppe Chiné, ha già chiesto gli atti alla Procura di Milano per avviare anche un’indagine sportiva. E chissà che andando avanti con gli approfondimenti dal Vaso di Pandora scoperchiato non vengano fuori anche altre partite e nuovi fatti.

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