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“Cento anni di passione”, all’Archivio di Stato si ripercorre la storia: tanti ex granata presenti

Una bella iniziativa che profuma di storia, in vista del centenario della Salernitana. Ci ha pensato L’Archivio di Stato di Salerno, in collaborazione con l’USSI – Unione Stampa Sportiva Italiana, ad organizzare l’evento dal titolo “Cento anni di passione 1919-2019: la storia granata nei documenti d’archivio”: presso il Salone Bilotti dell’Archivio di Stato di Salerno, in piazza Abate Conforti, in pieno centro storico di Salerno è trascorso un momento volto a ricordare ed onorare il cammino del club attraverso gli atti formali ed i passaggi più importanti che hanno segnato la vita della società con un excursus fatto di atti, documenti ed aneddoti. Tante le personalità del passato granata presenti quali Enzo Leccese, Luca Fusco, Sironi, Ciro Ferrara, Raffaele Novelli, Fulvio De Maio, Antonio Capone ma anche attuale a partire da Odjer, Avallone e Gigi Genovese. C’erano anche il primogenito di Vincenzo Margiotta Lorenzo e il figlio di Iacovazzo Franco.

Ad aprire l’evento il direttore dell’Archivio di Stato Renato Dentoni Litta: “Momento di identità forte e particolare per i cittadini ma anche della provincia, lieti di poter fare questa mostra. Cito Shakespeare: il passato è il prologo, il futuro è nelle nostre mani, celebriamo il centenario, ma ci auguriamo che la squadra possa rinverdire fasti del passato”

Successivamente la parola spetta a Paki Memoli, consigliere provinciale con delega a Cultura e Turismo: “Grazie a chi ha voluto questa manifestazione in un posto magico che è posto del sapere dove si può fare cultura e conoscenza anche sportiva. Mostra che è segnale di riconoscimento culturale storico, magia del ricordo, il ricordo è storia e stasera faremo storia dell’attività sportiva della nostra Salernitana”

Caramanno: “Il Centenario non so se è fortuna o grossa responsabilità, ma comunque è un onore. In questi giorni si vinceva a Casarano con un gol di Della Pietra su cross Di Bartolomei che oggi avrebbe compiuto anni. Qui si respira profumo di cultura, bellissimo stare in questi posti, aria di Salernitana dà miscela vincente. Sono legato ai tempi che furono non soltanto perché oggi è periodo di magra, sportivamente parlando. Legato a Leccese, Di Fruscia, Del Favero, Chirco perché buttavano il sangue per questa maglia, erano leoni. Era emblema della salernitana che vorremmo vedere ogni domenica perché attaccamento alla maglia non conosce epoche. Chi è tifoso granata vive quotidianamente ed è mono argomento. Il primo problema la mattina è la salernitana, significa che ce l’hai nel dna. Momento di lentezza e fiacchezza della salernitana attuale. Stamattina lopez in una scuola, a un certo punto un bambino ha detto “ha detto papà che vitale era più bravo tecnicamente di te”… significa che pure i bambini sono attentissimi, messaggio di appartenenza, sta a noi miscelare simbiosi tra squadra e città e far sì che centenario possa rappresentare punto di partenza per fare cose migliori, sperando nella serie a, verso cui la nostra amministrazione tema”

La mostra è curata dalla dottoressa Volpe e dal dottore Amato, dipendenti archivio. La dottoressa Volpe ricorda la nascita avvenuta “attraverso giornali ricostruita storia dal 1913, con ragazzi che giocavano nei campi sportivi dell’epoca (piazza darmi, piazza dei martiri, Santa Teresa) erano ragazzi del Tasso tra cui Donato Vestuti, presidente del Salerno Football Club che poi partì per la prima guerra mondiale e non tornò purtroppo. Ma Salerno amava sport, anche nuoto canottaggio erano amatissimi. Nel 1919 nasce l’ U.S. Salernitana con assemblea 19 giugno, non siamo riusciti a trovare atto costitutivo! Negli anni 20 si chiedevano sussidi, si organizzavano al teatro Luciani per raccogliere fondi. Nel periodo fascista poi lo sport divenne importantissimo, cominciò ascesa e nel 1931 venne inaugurato il campo sportivo…poi i giorni nostri. Questa mostra serve per avvicinare giovani ad Archivio di Stato, non un posto polveroso ma luogo dove si possono ricostruire storie familiari. Grazie a archivio storico comune, biblioteca provinciale, Associazione 19 giugno 1919, Famiglia Iacovazzo, Avvocato Paolino, Corrado Liguori, Nicola Gallucci che ha dato input e ha aiutato”.

Aurelio Tommasetti (rettore Unisa): “Mio figlio gioca con la Salernitana, quando i giovani hanno passione i luoghi come università hanno interesse ad accompagnare percorso centenario, momento decisivo nella storia della società, rapporto con Unisa nasce dal fatto che nostri studenti vivono quotidianamente rapporto col calcio e molti alimentano squadre sportive. Dopo 19 giugno avremo Universiadi, c’è tutto interesse a partecipare dal punto di vista della ricerca e abbiamo ribadito alla Salernitana, molto docenti si sono prestati a titolo individuale”

Il sindaco Enzo Napoli: “Archivio di Stato deve essere organismo vivo e da diverso tempo lo è per tutta la città. Mostra è narrazione anche giornalistica, Italia ne ha avuti di formidabili e ha creato miti in cui riconoscersi e questo vale anche per la salernitananper la forza dei tanti tifosi che hanno contribuito a immaginare paytrimonio identitario collettivo che transita nei decenni e arriva fino a oggi. Caramanno sta facendo in modo che centenario sia festa di tutta la città. Comunità sognante che fa in modo che squadra sia sempre viva. Viviamo momento complicato in classifica e mi auguro che squadra possa riprendersi e che tifosi facciano riflessione, stiamo vicini a squadra indipendentemente da tutto. Dobbiamo fare in modo che si senta calore”

Dopo gli interventi c’è stata la lettura di Alfonso Gatto di un brano tratto da “La palla al balzo”, rubrica che faceva sul Giornale di Indro Montanelli ogni lunedì in cui parlava di Salerno.

C’è anche Piero D’Elia ex arbitro che ricorda aneddoti di quando anche a Salerno era contestato da designatore: “ricordo anni dopo terremoto, presidente Troisi, ero assessore allo sport e non ci potevamo iscrivere al campionato. Scaduto il termine rischiavamo di vedere la fine, fortunatamente corte dei conti all’epoca era più distratta, recuperammo in extremis, ci iscrivemmo … questa è storia, quando ero ragazzino seguivo e feci invasione di campo contro Potenza e mi vergogno”.

Infine Capone: “Forse a Salerno manca la mentalità del tifoso, un pò di maturità e di esperienza. Il troppo calore a volte è un male, serve più razionalità. I calciatori si caricano troppo, hanno troppe responsabilità e questo può essere deleterio. L’Arechi vuoto è un’assurdità. La Salernitana può farcela a salvarsi, la squadra è superiore ad altre che lottano. Il calcio però è strano, fino alla fine ci sono scontri difficili. La società ha parlato chiaro, definendo la massima serie un sogno per ora. La tifoseria merita la Serie A che però deve essere raggiunta e mantenuta per più anni. Prendete ad esempio Sassuolo e Chievo, realtà più piccole di Salerno, ma con altra mentalità”.

 

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