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C. Italia, pagellone Genoa-Salernitana: Kechrida non incide, Kastanos ci prova, male Di Tacchio

FIORILLO 6. Prima in granata nella città in cui è nato. Calcisticamente è cresciuto su sponda doriana e la curva avversaria lo accoglie non proprio affettuosamente. Lui risponde esibendo pronti riflessi sulla testa di Destro (20′). Colto in controtempo sul gol di Ekuban.

DELLI CARRI 6,5. Esordio da titolare con il cavalluccio sul petto nello stadio e contro la squadra che furono del papà Daniele, pure lui difensore, nel biennio 1994/95. In avvio sembra impacciato, spesso in ritardo su Destro che ha buon gioco, ma non s’intende con i compagni. Col passare dei minuti si scioglie: un paio di buoni anticipi e poi decisamente bene nelle uscite su Portanova. Una discesa di Melegoni nel secondo tempo lo mette in difficoltà. Qualche istante dopo ci prova in zona gol con coraggio. Un sombrero di personalità sul 10 genoano nel recupero.

BOGDAN 6,5. Subito una deviazione provvidenziale sulla botta di Portanova. Legge bene ogni situazione: il migliore lì dietro. Sul gol esce lui correttamente sul treno Ekuban, ma nessuno segue l’avversario e lui non riesce a riposizionarsi in tempo. (dal 38′ st GYOMBER sv. Pochi minuti finali per far rifiatare il croato).

GAGLIOLO 5. Tra virus gastrointestinale e scelte tecniche, non giocava da quindici giorni. Ci mette grinta e attenzione su Ekuban, meno su Destro che al 20′ salta agevolmente e lo manda fuori tempo. Suo il primo (inoffensivo) tentativo verso la porta di Semper. Non pulitissimo nei lanci e nei disimpegni.

KECHRIDA 5,5. Vent’anni fa il Genoa era colonizzato dai suoi connazionali El Ouaer, Badra, Bouzaiene, Gabsi e Mhadhbi, diretto dal professor Franco Scoglio (che era stato CT proprio della Tunisia). Lui era un bambino. Sarà l’emozione ma getta più di un pallone alle ortiche nel primo tempo. Qualcosina in più nella ripresa in fase di proposizione offensiva.

SCHIAVONE 6. Spende subito il giallo per non far ripartire Portanova. Lasciato piuttosto libero in fase di costruzione, cerca di ricevere e distribuire palla. Ci mette tutto quello che ha quando c’è da pressare. Prezioso nello sbrogliare situazioni potenzialmente pericolose. Ad inizio ripresa un erroraccio spiana la strada ad Ekuban che non ne approfitta: è l’unico neo di una prestazione tutto sommato più che sufficiente. (dal 20′ st OBI 5,5. Chiude trequartista, ma senza la qualità di Kastanos).

DI TACCHIO 5. Troppo irruento e troppe giocate sbagliate. Perde spesso il tempo dell’intervento. Lampo all’11’ del secondo tempo, quando costringe Semper a volare. Un minuto dopo si fa ingenuamente ammonire. Non segue fino in fondo Ekuban nell’azione del gol.

JAROSZYNSKI 6. È di proprietà del Genoa da tre anni ma non ne ha mai indossato la maglia. In avvio non riesce a farsi rimpiangere e sbaglia più di un controllo elementare. Torna presente dopo qualche minuto: capisce tutto su Sabelli ed evita una sanguinosa ripartenza poco prima della mezzora. Suo l’interessante cross per Djuric che dà al bosniaco una doppia occasione ravvicinata. Gestisce discretamente nel secondo tempo, ma vanifica un importante calcio d’angolo con una battuta troppo sul portiere.

KASTANOS 6,5. Trequartista col compito di seguire Galdames e di iniziare il pressing su Bani quando imposta, con le punte che si aprono sui braccetti.. Alterna giocate leziose ad altre più efficaci. Lotta bene tra le linee: provoca il giallo a Vasquez, poi impegna Semper al 37′. Più precisione nelle conclusioni dal limite dell’area non guasterebbe, ma è quello che dalla cintola in su si dà più da fare per creare qualche pericolo. Apprezzabile il contributo in fase di contenimento. (dal 30′ st L. COULIBALY sv. Un quarto d’ora per sgranchirsi).

VERGANI 6. Scende in campo dall’inizio per la prima volta da professionista. Un filo di emozione. Qualche buon appoggio e tanto impegno, ma deve crescere. Tiene comunque bene il campo, anche se gioca (inevitabilmente) molto lontano dalla porta. Ammonizione sciocca sul finire di prima frazione. (dal 20′ st SIMY 5. Entra leggero. Anzi, leggerissimo).

DJURIC 5. Giustiziò il Genoa in campionato. In coppa è un po’ isolato nella prima mezzora, poi si trova di fronte il muro Semper su un suo doppio tentativo di testa, ma il primo era molto centrale. A inizio secondo tempo un suo retropassaggio sbagliato genera un pericoloso contropiede avversario. (dal 38′ st GONDO sv. Si sbatte, fa quel che può a risultato già sfavorevole).

ALL: COLANTUONO 5,5. Turnover spinto: dei titolari di Firenze, in campo dal primo minuto ci sono solo Kechrida, Bogdan e Kastanos. Parte con l’obiettivo di limitare i danni e gli infortuni, provando a strappare una qualificazione utile solo al morale dei suoi. Riesce nel primo intento, non nel secondo. Il cipriota fa il trequartista in un 3-4-1-2 quasi specchio del 3-5-2 di Sheva. Il tecnico granata si arrabbia (giustamente) per un evidente fallo di mano genoano non visto da Serra (che lo ammonisce). Buon ritmo dei suoi, che prendono un impegno senza punti in palio con molta serietà, consapevoli di una possibile iniezione di fiducia in chiave campionato. Partita comunque non esaltante, tra due squadre impaurite. Al gol subito va in scena il solito copione, con la squadra non in grado di reagire pericolosamente. Nelle ultime otto partite, solo un gol all’attivo.

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